Bocciata la Fini -Giovanardi ... ancora più necessaria una vera battaglia antiproibizionista!

12 / 2 / 2014

E' confermato: la Corte Costituzionale ha bocciato la legge Fini-Giovanardi, di cui uno degli aspetti centrali era l'equiparazione tra "droghe leggere e droghe pesanti".
Tutta la vicenda nasce dal fatto che le norme della Fini Giovanardi erano state inserite nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino 2006 e dunque la questione di legittimità della legge era stata sollevata dalla Cassazione per violazione dell'articolo 77 della Costituzione in merito al fatto che in quel decreto erano stati immessi oggetti estranei.
 
La Consulta infatti ha confermato oggi che nella norma di conversione sono stati inseriti emandamenti estranei all'oggetto e alla finalità del decreto, così tolta la Fini Giovanardi torna la vecchia Iervolino-Vassalli che prevedeva pene più basse per le droghe leggere, distinguendole da quelle pesanti.
Infatti con la Fini-Giovanardi erano state alzate le pene, che prima erano comprese tra due e sei anni, per chi spaccia hashish, prevedendo la reclusione da sei a venti anni con una multa compresa tra i 26mila e i 260mila euro, senza alcuna distinzione tra le sostanze.

Dunque la pronuncia della Consulta, come in molti hanno commentato in queste settimane dovrebbe avere notevoli ripercussioni sia sul numero degli attuali detenuti arrestati per reati legati agli stupefacenti, sia sui procedimenti in corso per questi stessi reati.

Si parla di circa 10mila persone, tra detenuti in attesa di giudizio e condannati in via definitiva interessati dalla sentenza, senza dimenticare che nelle carceri italiane circa un terzo dei detenuti lo è per reati connessi alle droghe.

Come dicevano i manifestanti in piazza a Roma sabato scorso, è arrivata l'ora di voltare definitivamente pagina in relazione all'approccio al problema delle droghe, dentro una nuova battaglia culturale e politica contro la criminalizzazione dei comportamenti sociali, per l'amnistia e l'indulto.

Per dire basta all'ipocrisia del proibizionismo che ha favorito i profitti del narco traffico, funzionali ai flussi finanziari internazionali; per creare le condizioni di una battaglia di libertà effettiva che vada oltre le furberie dell'assunzione ed accettazione farmacologica della canabis; per superare la trasformazione in monopolio della produzione e distribuzione della marjuana.

INTERVISTE REALIZZATE A ROMA

Nico Tpo

Domenico Chinetti Comunità San Benedetto 

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