Rimesi globali contro il razzismo promuove un presidio pubblico

Rimini - Quello che è accaduto a Rosarno non può lasciarci in silenzio

Presidio pubblico Sabato 16 gennaio 2010 ore 16.00 davanti alla Prefettura (via IV novembre)

13 / 1 / 2010

Quello che è accaduto a Rosarno non può lasciarci in silenzio.

Quello che è accaduto a Rosarno, non la giusta insorgenza dei migranti, ma quello che l’ha provocata non è un fatto straordinario ma ordinario. Si tratta della schiavitù alla quale sono rilegati anche nella nostra città e Regione tantissimi cittadini migranti di ogni origine e provenienza, sfruttati dentro il caporalato nell’agricoltura, nell’edilizia, nell’economia Turistico/alberghiera.

Noi non siamo solidali con i migranti, giustamente insorti a Rosarno, solo perché antirazzisti, ma anche perché siamo contro la schiavitù, contro gli stessi soprusi, vessazioni e prepotenze di chi chiede lavoro e reddito, cosciente di aver bisogno di soldi nel più breve tempo possibile per poter sopravvivere.

Quante persone ancora dovranno essere sprangate, quante ancora malmenate, quante ancora essere uccise e poi gettate in qualche fosso lungo la strada? Quanto ancora si dovrà sopportare?

Quello che è accaduto a Rosarno non può lasciarci in silenzio di fronte a chi sostiene che è l’immigrazione clandestina, che porta con sé i fenomeni legati allo sfruttamento da parte della criminalità organizzata. È la criminalità organizzata che deve ringraziare la normativa italiana sull’immigrazione e il pacchetto sicurezza che producono la cosiddetta “clandestinità forzata”, proprio quella clandestinità funzionale alla creazione di manodopera a basso costo, ricattabile, invisibile, rilegata nel luoghi più degradati, per immetterla nel mercato del lavoro nero.

In Calabria questo potere si chiama 'ndrangheta, in Campania Camorra, in Puglia Nuova Sacra Corona Unita, ed in Emilia Romagna vi è una prassi para-schiavistica ancora senza nome ma ben identificabile dentro alcuni settori delle svariate economie: edilizia, turismo, agricoltura…..

Contro tutto ciò ribellarsi è giusto e rivendicare dignità è un diritto, a Rosarno come a Rimini.

È per queste ragioni che dopo la manifestazione del 26 settembre 2009, Riminesi globali contro il razzismo e lo sfruttamento, lancia un momento pubblico e comune, un continuum che non ha il segnale dell’arresa ma della rabbia e dell’indignazione.

Presidio pubblico Sabato 16 gennaio 2010 ore 16.00

davanti alla Prefettura (via IV novembre)

°°Riminesi globali contro il razzismo e lo sfruttamento°°

http://riminesiglobalicontroilrazzismo.blogspot.com/

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