Sottoscritto un accordo di pacificazione

Dopo 2 giorni di tensione alle stelle a Ginevra è stato raggiunto un accordo a quattro.

di Bz
18 / 4 / 2014

Mentre nell’est dell’Ucraina continuano gli scontri, ieri 3 morti e diversi feriti a Mariupol nel estremo Sudest del paese a Ginevra si è alzata una fumata bianca: Ucraina, Stati Uniti, Russia e Unione europea hanno trovato un accordo per limitare l'escalation di violenza tra Kiev e Mosca. A dare la notizia dell'intesa è stato il capo della diplomazia del Cremlino, Serghei Lavrov, che ha assicurato: «Non abbiamo alcun desiderio di inviare truppe in Ucraina». Analoghe le dichiarazione del ministro degli esteri USA Kerry.

L’accordo arriva dopo due giorni di tensione montante con il governo centrale ucraino che, inviando truppe corazzate nelle città più problematiche delle regioni orientali, ha tentato la soluzione di forza. Un blitz dell’esercito che si è risolto in una mezza figuraccia con i militari pronti a fraternizzare con i rivoltosi o a guardarsi bene da entrare nelle città. Quella che doveva essere una prova di forza si è dimostrata una dimostrazione di debolezza.

Ieri Putin in un talk show in cui per 4 ore ha risposto alle domande dei telespettatori ha rivendicato l’appoggio dei militari russi agli insorti di Crimea, giustificando l’intervento in funzione anti NATO oltre che richiamando la storica aderenza di quella fetta di territori alla Russia e il conseguente coinvolgimento della Federazione in scelte che possano mettere a repentaglio la sicurezza della Russia stessa.

I punti chiave dell'accordo di Ginevra sono: la fine delle violenze, il disarmo dei gruppi paramilitari filorussi, lo stop alle occupazioni, l'amnistia per gli insorti e il processo di riforma costituzionale dello Stato ucraino allargato a tutti gli schieramenti politici e a tutte le regioni del Paese.
Intesa la cui attuazione è affidata agli ucraini stessi ma, con l'assistenza di una missione Osce, organismo guidato dall'italiano Lamberto Zannier.
«Nell'incontro di Ginevra sulla situazione in Ucraina», è scritto nel testo diffuso dai Quattro, «si è concordata l'adozione di passi concreti per far calare le tensioni e ripristinare la sicurezza per tutti i cittadini. Tutte le parti devono astenersi da ogni violenza, intimidazione o provocazioni. I partecipanti condannano con forza e respingono tutte le manifestazioni di estremismo, razzismo e intolleranza religiosa, incluso l'antisemitismo. Tutti i gruppi armati illegali devono essere disarmati; tutti gli edifici illegalmente occupati devono tornare ai legittimi proprietari; tutte le strade, piazze e altri luoghi pubblici illegalmente presidiati nelle città ucraine devono essere sgomberati. Un'amnistia sarà concessa ai dimostranti e a coloro che abbiano lasciato edifici e altri luoghi pubblici deponendo le armi, con l'eccezione di chi fosse riconosciuto colpevole di crimini gravi. Si concorda che una speciale missione dell'Osce debba svolgere un ruolo guida nell'assistere le autorità ucraine e le comunità locali nell'immediata attuazione di queste misure di de-escalation, ovunque esse siano più necessarie, a partire dai prossimi giorni».

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