Venezia #scuolesporche: tremila in piazza contro i tagli all'istruzione.

Utente: chicca
15 / 2 / 2014


Più di tremila persone, soprattutto genitori e alunni delle scuole elementari statali ma anche significative delegazioni di insegnanti e lavoratrici delle pulizie, hanno dato vita a Venezia, nella mattinata di sabato 15 febbraio, ad una partecipata e vivace protesta contro i tagli governativi alla spesa per l'istruzione.
La drastica riduzione delle risorse disponibili, decisa negli ultimi due anni con il voto parlamentare sulle Leggi di Stabilità, per finanziare il servizio di pulizia in appalto degli istituti scolastici è infatti all'origine della drammatica situazione che, da gennaio, stanno vivendo la maggior parte delle scuole dell'obbligo in provincia di Venezia (e, a macchia di leopardo, in altre regioni del Paese): qui il colosso delle pulizie Manutencoop si è aggiudicato un appalto al massimo ribasso, il numero di ore lavorate e di conseguenza la retribuzione delle operatrici assunte dalla cooperativa sono stati drasticamente tagliati e, in molti casi, aule, spazi e servizi comuni sono in condizioni indecorose, con grossi rischi per l'igiene e la salute di bambini e insegnanti.
Da alcune settimane, quindi, i genitori di numerosi plessi si sono autorganizzati in Comitati di plesso e in un coordinamento provinciale Interistituti che, utilizzando l'hashtag #scuolesporche, è permanentemente e capillarmente mobilitato. Per giorni, dopo incontri ed assemblee d'istituto, sono stati attuati presidi davanti alle scuole con rallentamenti e blocchi del traffico e flashmob all'entrata e all'uscita degli alunni. Nella maggior parte dei casi, la protesta ha ottenuto il sostegno degli amministratori locali: sindaci e consigli comunali, a Venezia come nell'area metropolitana, si sono schierati contribuendo alla pressione sull'Ufficio scolastico provinciale e regionale per cercare di risolvere l'emergenza dei problemi più immediati, così come sul Prefetto e sul Ministero dell'Istruzione per ottenere dal governo nazionale il reintegro delle risorse necessarie a garantire un livello minimo dignitoso di pulizie.
Due settimane fa, presso il Palasport di Mestre, si era svolta un'assemblea generale dei genitori in lotta, cui avevano partecipato circa un migliaio di persone e che aveva lanciato la manifestazione per sabato 15. Dopo il concentramento davanti alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia, un grande e rumoroso serpentone - cui hanno partecipato anche gli studenti medi superiori del Coordinamento e i cobas dell'Associazione Difesa Lavoratori -  si è snodato lungo le fondamenta fino al ponte di Calatrava, e poi da piazzale Roma fino al ponte degli Scalzi e di nuovo in stazione. Slogan, cartelli, striscioni calati dai ponti hanno mostrato una straordinaria consapevolezza, al di là della specifica ed intollerabile situazione, del carattere generale dell'attacco portato alla scuola pubblica nel nome delle politiche di austerity e della necessità invece di strappare risorse a difesa di fondamentali diritti sociali, quali quello all'istruzione e alla salute.
Mentre il governo nazionale è stato individuato come la controparte verso cui indirizzare la forza della mobilitazione, è risultato altresì chiaro l'obiettivo di estendere la protesta ad un più attivo coinvolgimento di tutte le componenti del mondo della scuola e, in particolare, alle lavoratrici dei servizi in appalto, le prime ad essere colpite dalla politica dei tagli, anche grazie alle ambiguità delle organizzazioni sindacali confederali. Il successo dell'iniziativa di sabato conferisce comunque più slancio ad una battaglia che continuerà nelle prossime settimane.

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