Non mi sento sicura...

La testimonianza di una delle attiviste ferite nel corso delle violente cariche fatte dalla polizia a Padova.

30 / 3 / 2019

La testimonianza di una delle attiviste ferite nel corso delle violente cariche fatte dalla polizia a Padova ieri (venerdì 29 marzo) per bloccare una manifestazione che si opponeva al corteo antiabortista di Forza Nuova.

Io non mi sento sicura. Io provo solo odio e rabbia. Non mi sento sicura, ma non avrò mai paura di voi bestie con le narici scure.

Sono anti-fascista e non è un reato esserlo, mentre essere fascisti e manifestare per le vie di qualsiasi città è anticostituzionale, sbagliato.
Forza Nuova, ieri sera, ha marciato per le vie di Padova per andare contro la legge 194. Giusto per avere più visibilità in vista delle tre giornate del WCF a Verona.
Forza Nuova è un partito fascista e, per questo, il questore Paolo Fassari non avrebbe dovuto permettere un tale corteo. Ma l'ha autorizzato e ha invece negato il corteo di tutte le realtà padovane che ogni giorno praticano l'anti-fascismo, l'anti-razzismo e l'anti-sessismo.
Comunque, ci incontriamo in piazza delle Erbe e decidiamo di disobbedire: partiamo in corteo contro Forza Nuova, contro il Questore, contro ogni forma di discriminazione e di negazione di diritti.
Uno striscione, quattro/cinque cartelli e dei guanti da forno. Questo avevamo nelle prime tre file. In via Oberdan troviamo la Celere schierata. Lo vedevo. Non vedevano l'ora di fare i macellai, mai avrei pensato sarebbe stato così. 
Neanche il tempo di chiedergli di farci passare che iniziano.
Ero in seconda fila con un cartello. 
Iniziano la mattanza. 
Perché questo è stato: scudi alti e manganelli velocissimi, fortissimi.
Mi manganellano per tre volte. 
Nello stesso punto sulla testa. 
Mi giro, vengo letteralmente salvata: Paolo mi prende per la felpa per tirarmi via da lì, uno della celere mi strattona dal cappuccio per prendermi. Riesco a scappare. 
Mi allontano. 
Mi aiutano. 
Piango dalla rabbia. 
Piango dal dolore. 
Mi portano via in ambulanza insieme a Lisa, anche lei manganellate in testa. 
A lei sanguina e continua a sanguinare interrottamente. 
Stiamo bene, più o meno, ora.

Padova

Voglio i numeri identificativi sopra ogni casco. 
Voglio sapere chi è il poliziotto che mi ha manganellata per tre volte. 
Consapevole del fatto che poteva fare danni ben più gravi. 
Potevo essere sua figlia o sua sorella. 
Rappresentano una sottile linea blu che ci separa dal disordine, ma evidentemente formata all'essere assassina. 
Forse è ora di cambiare.

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