No all'assistenza "a scadenza"

Comunicato dell’associazione Officina Sociale di Padova sul progetto di assistenza ai senza fissa dimora di “Casa Arcella” che il 31 Maggio giungerà a termine.

25 / 5 / 2020

Comunicato dell’associazione Officina Sociale di Padova sul progetto di assistenza ai senza fissa dimora di “Casa Arcella” che il 31 Maggio giungerà a termine.

La fase emergenziale sembra essere stata messa alle spalle per entrare nella cosiddetta “fase due”, legata alle ripartenze del settore produttivo, alla ripresa della mobilità e della socialità.

Il reddito, la possibilità di avere un posto in cui dormire, l’accesso ai servizi di welfare sono solo alcuni aspetti che andranno ad acuire le tensioni sociali che sono andate esacerbandosi in questo periodo.

Prendiamo come esempio i tanti “senza dimora”, intercettati presso casa Arcella. Edificio in gestione della Coop. Città solare, che è stato riadattato durante i mesi di lockdown per dare ospitalità, dopo opportune verifiche sanitarie da parte dei servizi sociali, ai senza dimora.

I numeri degli ospiti sono i seguenti: su un totale di 52 persone provenienti da varie zone d’Italia e dall'est Europa, dall'Africa, Cina o di etnia Rom.

Persone con le quali è stato possibile dialogare, capirne le problematiche e provare ad aiutarli per risolvere problemi giuridici, legati principalmente al permesso di soggiorno.

È opportuno chiarire subito una cosa: la partecipazione all'interno di questo progetto di Csv, Caritas e Città solare è avvenuta con senso critico, al di là dell'atto volontaristico. Obiettivo era indagare e far emergere le contraddizioni rilevate dentro lo stabile, che di fatto è stato un ottimo canale di osservazione del territorio, anche quando le nostre attività non potevano essere svolte in altre parti della città.

Purtroppo, questo servizio entro il 31 Maggio giungerà al termine; i fondi che la Caritas metteva a disposizione per il progetto di ospitalità cesseranno di essere erogati, dopo che la data di fine del progetto era già stata prorogata per due volte, grazie alle pressioni dei volontari per l’esperienza inedita portata avanti finora.

Le prospettive per gli ospiti sono già delineate: chi ha la possibilità di sostenere il pagamento delle spese di alloggio (si parla di 15 euro cadauno a notte) verrà trasferito in un altro stabile della cooperativa, probabilmente presso Casa a Colori, la parte maggioritaria invece verrà rimessa in strada, con l'intenzione di adibire Casa Arcella alla sua vecchia mansione d’ostello per i parenti dei pazienti ospedalizzati a Padova.

Questo meccanismo di assistenza a "scadenza”, che lascia ciclicamente le persone in uno stato di abbandono e di solitudine, è una cosa che deve essere contrastata senza ombra di dubbio.

Già da tempo abbiamo sollecitato l'amministrazione affinché venga adottata una progettualità duratura per l'emergenza abitativa e dei senza fissa dimora. Ma al dì la di prolungare la durata del servizio di "emergenza freddo" non sono stati presi provvedimenti in questa direzione.

Nella guida "Mappe verso una nuova normalità" redatta dal Comune di Padova, a pagina 19, si parla di "implementare le progettualità delle persone senza fissa dimora che, per via di questa crisi, rischiano di aumentare, in concerto con le realtà del territorio".

I propositi sembrano buoni e invitiamo quindi come "Officina Sociale" (Aps che ha messo a disposizione innumerevoli risorse umane e materiali nel progetto "per Padova noi ci siamo") l’amministrazione a muoversi in questa direzione, andando a concretizzare le linee d’azione che essa stessa si è data.

Per questo continueremo ad essere operativi all'interno del progetto per i senza fissa dimora fino alla sua scadenza, sollecitando da ora una presa di responsabilità da parte del Comune nei confronti delle fasce più deboli della società e invitando la giunta a dimostrare che il mutuo aiuto non deve essere a scadenza o praticato solo come gesto eroico e solidale con i riflettori puntati addosso, ma diventare prassi quotidiana, costante e duratura.

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