Mestre (VE) - Alta velocità: un progetto contro la democrazia. Fermiamoli!

14 / 2 / 2012

Oggi, in occasione dell'incontro tra i sindaci dei comuni che vedrebbero i loro territori coinvolti nel progetto di costruzione della tav tra Mestre ed il Veneto orientale e il Commissario governativo delegato per la realizzazione dello stesso, Bortolo Mainardi, una cinquantina di attivisti del Centro Sociale Rivolta e del Laboratorio Morion si sono mobilitati per contestare non solo quel progetto devastante e inutile che è la tav, ma anche per opporsi alla logica del commissariamento, affinchè le scelte sulla costruzione di "grandi opere" in un territorio vengano prese da chi quel territorio lo vive e non imposte sulla testa dei cittadini senza un confronto democratico con gli enti locali, così come sta accadendo drammaticamente in Val Susa. Una delegazione di attivisti ha poi ottenuto di partecipare ed intervenire all'incontro portando le ragioni della protesta e leggendo il comunicato, terminando l'iniziativa rilanciando la mobilitazione del 25 febbraio in Val Susa.   

Questa mattina, per la prima volta dopo pressanti richieste da parte delle Amministrazioni locali, il Commissario governativo delegato per la realizzazione della linea TAV Venezia-Trieste, Bortolo Mainardi, incontra i sindaci dei Comuni interessati al tracciato compreso tra Mestre e il Veneto Orientale. In questi mesi è stato presentato un progetto elaborato da ItalFerr (società del gruppo Ferrovie) che prevede la costruzione di una nuova linea litoranea e in gronda lagunare, che comporterebbe pesantissimi impatti sul territorio. E che potrebbe essere imposta alle comunità locali proprio grazie alla figura del Commmissario.

Commissariamento significa infatti aggirare il confronto nel merito con le popolazioni interessate da questa infrastruttura. Significa la possibilità di scavalcare il parere degli enti locali e dei Comuni in particolare. Significa negare la democrazia nelle scelte sul territorio.Molti sindaci e consigli comunali (tra cui quello di Venezia) si sono già pronunciati con pareri negativi in sede di Valutazione d’impatto ambientale.

Questo tracciato TAV comporterebbe, tra l’altro, nel nostro territorio lo scavo di un tunnel sotto il parco di San Giuliano e le barene di Campalto, tagliando la falda acquifera e aggravando il rischio di allagamenti. Imporrebbe, fuori da ogni confronto trasparente e democratico, la nuova stazione sotterranea sotto l’Aeroporto “Marco Polo”, per giustificare la speculazione immobiliare nell’area di Tessera, voluta dal presidente di SAVE SpA Enrico Marchi. La TAV proseguirebbe poi con effetti devastanti nel cuore dell’area archeologica di Altino.Tutto questo mentre migliaia di veneziani e pendolari aspettano da oltre vent’anni la realizzazione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR), che permetterebbe a tutti di spostarsi velocemente e senza inquinare. Mentre è stato da tempo dimostrato che riqualificazione e potenziamento dell’attuale linea per Trieste, oggi sottoutilizzata, potrebbero soddisfare gli obiettivi di sviluppo del traffico merci e passeggeri.

Qui in Veneto, come in Val di Susa, vogliono imporre con la forza a intere comunità la scelta di una grande opera devastante che esse hanno, democraticamente, rifiutato. E per chi si oppone preparano la minaccia della galera, come per gli arrestati nel blitz della Procura di Torino del gennaio scorso.

Ma CHI DIFENDE IL TERRITORIO NON E’ UN CRIMINALE. CRIMINALE E’ CHI LO DEVASTA. Perché il territorio è un bene comune, non la preda a disposizione delle lobby affaristiche del cemento e della finanza.

VIA IL COMMISSARIO GOVERNATIVO, DECIDANO LE COMUNITA’ LOCALI

NO TAV, NE’ IN VENETO NE’ IN VAL DI SUSA

LIBERTA’ PER GLI ARRESTATI

TUTTI IN VAL DI SUSA SABATO 25 FEBBRAIO

Centro sociale Rivolta – Porto Marghera

Laboratorio Morion casa dei beni comuni – Venezia

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Mestre - mobilitazione notav

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