L'alba del giorno dopo

Dal meeting di Marghera ai cancelli della Fiat di Jesi

26 / 1 / 2011

Il dire e l’agire si uniscono per dare risposta alla crisi. L’uno non viene prima o dopo l’altro: vanno insieme. Linguaggi diversi comunicano tra loro e diventano un’unica lingua scritta, parlata, fatta di immagini fisse e in movimento, fatta di gesti e azioni.

Uomini e donne espropriati dei propri diritti e ricattati da un destino contrabbandato come ineluttabile, iniziano a riconoscersi come potenza, capace di riafferrare il futuro e di ripensarlo radicalmente diverso.

E se a Jesi, il sentore che qualcosa di grande stava succedendo lo avevamo letto nelle centinaia di volti che il 20 gennaio affollavano l'assemblea con Maurizio Landini, a Marghera abbiamo capito che non stavamo sbagliando.

Le idee sono ancora confuse, non potrebbe essere altrimenti. Ma è proprio dall’abbandono delle antiche e consumate certezze che viene tratta la forza per costruire qualcosa di nuovo.

Nella condivisione di momenti di mobilitazione e di lotta così come di discussione e confronto politico si sta creando un sentire comune e soprattutto un sentirsi in comune.

E ogni termine del linguaggio si rinnova, si arricchisce di nuovi significati. “Picchetto”: nome evocativo che ci riporta alla presenza operaia davanti ai cancelli delle fabbriche, fuori dai recinti della produzione come momento di liberazione dal lavoro sfruttato, per riguadagnarlo alla lotta.

Oggi “Notte Rossa”. Notte perché il turno di mattina inizia alle 5.00, ma andremo prima per convincere eventuali indecisi ad unirsi allo sciopero. Rossa perché, come cantava qualcuno anni fa, questo è il colore dell’amore e il messaggio forte è quello di contrapporre necessità a necessità: la necessità della solidarietà che è nostra alla necessità della competizione che è del nemico.

Alle ore 3.00 è quindi l’appuntamento. Attorno agli operai della FIAT, che porteranno bracieri per riscaldarci e cucinare, si stringeranno operai delle altre fabbriche della vasta zona industriale, studenti, precari, lavoratori di altri settori… pezzi di città che condividono un presente di precarietà e un futuro di incertezza. Il centro sociale Tnt porterà il camion con il sound-system per amplificare i suoni delle chitarre e le voci degli artisti. Altri attivisti dei centri sociali arriveranno da Fabriano, Ancona, Falconara e Senigallia, da Macerata e Civitanova.

Dopo le 7.30, orario di ingresso degli impiegati, ci sposteremo tutti ad Ancona per la grande manifestazione regionale. Circa tre mesi fa le uova erano volate di là di quegli stessi cancelli dove ogni giorno 949 lavoratori entrano con la paura di diventare “esuberi” da espellere.

Il 28 Gennaio una cosa è certa: saremo tutti uniti e tutti esuberanti !

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Per un 'comune politico' dei movimenti - Csoa Tnt Jesi 20 gennaio


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