LA RIVOLTA ANTI GELMINI

Identificati 6 no-global trevigiani protagonisti del «blitz» al Senato

21 / 2 / 2011

C’erano anche sei trevigiani nel corteo che nel novembre scorso, durante la grande manifestazione studentesca contro la riforma Gelmini, tentò di forzare l’ingresso del Senato. Sono ragazzi tra i 20 e i 25 anni legati al movimento autonomo che fa riferimento all’ex centro sociale Ubik Lab. Gli investigatori della Questura di Treviso sono arrivati a loro passando al setaccio i filmati delle videocamere a circuito chiuso poste a sorveglianza di Palazzo Madama, ma anche visionando le riprese delle televisioni, dei reporter free-lance e degli stessi studenti che partecipavano alla manifestazione.
 I ragazzi sono stati facilmente riconosciuti dagli uomini della Digos perchè già noti alle forze dell’ordine, e in particolar modo agli uomini della divisione investigazioni. «E’ un ridotto gruppo di violenti - ha spiegato infatti il questore Carmine Damiano - che conosciamo per aver preso parte anche all’attacco contro il corteo Cgil del maggio 2009 (finito con i tafferigli a Ponte San Martino) e al tentativo di entrare a Ca’Tron durante il G8». L’assalto al Senato è avvenuto il 24 novembre ad opera di alcune centinaia di giovani armati di caschi, scudi di gommapiuma e uova. Si erano staccati dalla manifestazione principale puntando al Senato dove erano in discussione argomenti chiave per la tenuta del governo. Nella stessa giornata, sempre ad opera di gruppi autonomi slegati dal movimento studentesco, Roma registro scontri e numerosi gravissimi danneggiamenti. Ora a decidere sulle sorti dei sei trevigiani sarà la Procura di Roma cui è affidata l’inchiesta sui tafferugli nella capitale.

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