«Guai a chi ci tocca!». In piazza a Venezia dopo l'aggressione dei carabinieri ai danni di un attivista del Morion

Appuntamento martedì 28 luglio alle 20 alla fermata di Sacca Fisola, alla Giudecca

28 / 7 / 2020

Dopo l’aggressione fatta dai carabinieri ai danni di un attivista del centro sociale Morion nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 luglio, oggi - martedì 28 - è stato lanciato un appuntamento alle 20 alla fermata di Sacca Fisola, alla Giudecca. «Non siamo dispost* ad accettare come normalità il fatto che tornando a casa per una battuta si possa ricevere una manganellata. Non siamo disposti* ad accettare che nell'isola in cui viviamo ci si debba guardare le spalle dai "tutori dell'ordine"» scrive il Laboratorio Morion. Di seguito un testo che riporta i fatti accaduti alcune notti fa.

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio, mentre tre attivisti/e del Laboratorio Occupato Morion facevano ritorno a casa alla Giudecca dopo la chiusura dello spazio sociale, sono stati aggrediti da due carabinieri. Mentre i tre scendevano dal battello, i due militari li hanno sentiti parlare dei fatti di Piacenza, dove è stata portata alla luce una spirale di violenze e abusi perpetrati dalle forze dell’ordine. I due uomini hanno deciso di scendere dal mezzo e di inseguire minacciando il primo ragazzo, che nel frattempo continuava a dirigersi verso casa. È a questo punto che, inspiegabilmente, uno dei due carabinieri ha estratto il manganello e ha colpito alle spalle l’attivista del Morion. Un colpo a tradimento, senza alcuna giustificazione, che testimonia il senso di onnipotenza e impunità che anima le forze dell’ordine. 

Venezia carabinieri

Tornano alla memoria le parole che in questi giorni ha pronunciato Ilaria Cucchi alla scoperta degli orrori piacentini: non si può parlare di mele marce, di casi isolati, rari. La storia degli abusi in divisa è un fatto endemico e sistemico, l'episodio di ieri sera è solo la riprova di ciò.

Durante l'attacco, la telecamera di ordinanza del carabiniere che ha colpito Jacopo era accesa, e da lì sarà possibile trarre conferma di questa testimonianza. Un atto di questa natura non può passare sotto silenzio: è un episodio di una gravità incommensurabile, che accade peraltro in un momento in cui finalmente gli abusi in divisa sono tornati sotto gli occhi di tutti dopo le indagini a Piacenza e la ricorrenza del 19esimo anniversario dai fatti di Genova.

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