Lo spezzatino ucraino

Escalation di tensione con la proclamazione di nuovi referendum secessionisti e voci sulla mobilitazione di milizie mercenarie, di gruppi neonazisti.

di Bz
8 / 4 / 2014

Ieri l’occupazione delle sedi amministrative delle principali citta dell’est ucraino, oggi l’intervento dei reparti speciali inviati da Kiev ha permesso lo sgombero lasciando uno strascico di feriti e molti arresti.

Stanno prendendo una brutta piega le vicende geopolitiche in Ucraina, una brusca accellerazione che non promette nulla di buono, soprattutto per gli ucraini che sono stati avviluppati in un confronto a distanza tra potenze dove è in palio l’affermazione del controllo e comando su aree geoeconomiche strategichee dove democrazia, libertà, benessere non centrano più niente. Nonostante la distensiva telefonata tra Putin e Obama di una settimana fa i toni e i mezzi che vengono utilizzati da tutte le parti sono estremamente pesanti.

"Quelli che stanno organizzando e che prendono parte a questa provocazione stanno assumendosi la responsabilità di creare minacce ai diritti, alle libertà e alla vita di pacifici cittadini dell'Ucraina, come pure alla stabilità dello Stato ucraino", si legge sulla pagina Facebook del ministero degli Esteri russo. "Stando alle nostre informazioni, unità delle truppe dell'Interno e della guardia nazionale, come pure militanti della formazione armata illegale ‘Settore Destro’ si stanno ammassando nella parte sudorientale dell'Ucraina e nella città di Donetsk", "Siamo particolarmente preoccupati dal fatto che l'operazione coinvolge circa 150 mercenari americani della compagnia privata Greystone ltd, vestiti con l'uniforme delle forze speciali di polizia", ha aggiunto il ministero degli Esteri russo.

In un precedente articolo davamo conto che Il vice-presidente della Duma russa, Vladimir Zhirinovsky, che aveva scritto una letteraindirizzata ai parlamenti di Polonia, Ungheria e Romania nella quale si propone un accordo per la divisione dell’Ucraina. Una specie di spezzatino dell’Ucraina da condividere con gli Stati confinanti con il bene placito della potenza regionale russa, sotto lo sguardo allarmato e torvo di Obama, con il fastidio consapevole dell’Europa.

Ora stiamo passando dalle ipotesi diramate nelle cancellerie alla piazza. Ieri sono stati occupati i palazzi del potere in tutte le maggiori città dell’est ucraino e su Youtube si può vedere un video dove un occupante di Donestsk che parla a una folta platea e scandisce: "Io proclamo la creazione dello stato sovrano della Repubblica popolare di Donetsk". Precisando che la decisione entrerà in vigore dopo il referendum, da organizzare non oltre l'11 maggio, e che la cosa è stata decisa e "concordata" con gli altri attivisti in azione a Lugansk e Kharkiv, le altre due grandi centri dell'est ucraino.

Questa escalation arriva dopo che abbiamo assistito ad un duro affrontamento tra i potentati: il FMI che sganciava all’Ucraina la prima trance dei 14 miliardi di aiuti promessi in cambio di una politica economica adeguata agli ‘standard europei’ mentre la Russia aumentava, sic et simpliciter, di un terzo il costo del gas per il riscaldamento e la produzione industriale. Anche sul piano interno e istituzionale trovare un punto di accordo tra le forze politiche uscite ‘vincitrici’ da piazza Majdan non è così scontato: si sono visti momenti di altissima tensione con l’assedio del Parlamento da parte di ‘settore destro’ dopo la messa fuori legge del sua milizia, si sta assistendo alla marginalizzazione della Tymoshenko, considerata non affidabile dagli europei, si scorge chiaramente la longa manus occidentale dentro la divisione delle cariche affidate al ‘re del cioccolato’ Poroshenkoe al ex campione del mondo di pugilato Klytchko, che dovrebbero diventare rispettivamente Presidente e sindaco di Kiev.

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