Francia - Migranti in rivolta

Da giovedi scorso a Ventimiglia, le forze dell'ordine francesi e italiane impediscono a qualche centinaio di migranti di varcare il confine, la stazione di Nizza è diventata zona militare ma la maggior parte di loro rifiuta di tornare indietro.

16 / 6 / 2015

 La polizia italiana impedisce ai migranti di raggiungere il confine allontanandoli con attacchi violenti, lacrimogeni e manganellate per disperderli tra le rocce della fascia costiera e poi eseguire rastrellamenti con conseguenti trasporti diretti ai centri di 'accoglienza' nella provincia di Imperia. 

Dall'altra parte del confine, chiuso come quello della Svizzera e dell'Austria, la risposta politica è il respingimento delle migliaia di profughi che arrivano dalla penisola. A Mentone nell'ultima settimana ci sono stati oltre 1500 respingimenti verso l'Italia.

La maggior parte dei migranti arrivano dal nord Africa, provengono dall'Eritrea e dal Sudan dopo aver attraversato la Libia, tentano, muniti di biglietto, di prendere i treni per Parigi e molti ce l'hanno fatta anche se dopo lo sgombero irruento dell'accampamento sotto il metrò La Chapelle a Parigi, i controlli e i respingimenti si sono brutalmente intensificati.

Da oltre un mese, le associazioni presenti (Cimade, Secours populaire, Amnesty international, Secours catholique, ADN-Association pour la démocratie, ….) danno l'allarme senza essere ascoltate. Cibo e rassicurazioni non sono sufficienti a colmare il vuoto della politica che non intende garantire una reale accoglienza, la mobilità e l' inserzione per chi cerca rifugio o asilo nei paesi europei. La frontiera italiana assomiglia alla regione di Calais e agli accampamenti parigini, i migranti vagano e si sistemano dei ripari di fortuna, le famiglie dormono sui cartoni, mangiano grazie alla solidarietà di attivisti e militanti di associazioni per i diritti umani o all'aiuto dei collettivi di solidarietà agli immigrati, molti residenti contribuiscono a far fronte all''emergenza', ormai permanente.

Il blocco della frontiera franco-italiana viene gestito pubblicamente come conseguenza della tensione che si è creata a Parigi dopo l'evacuazione forzata dell'accampamento creato più a nord della capitale. I CRS, corpo speciale della gendarmeria, hanno chiesto di bloccare gli arrivi dal sud della Francia e respingere verso l'Italia i migranti diretti al nord. Certo, un accampamento alla frontiera con l'Italia è meno esposto alla visibilità mediatica di una baraccopoli a Parigi smantellata con il pretesto sanitario e della sicurezza. Risultato: qualche decina di sistemazioni provvisorie, alcune di sole 48 ore, nei vari centri di ospitalità d'emergenza. La 'crisi' migranti è gestita così, il conflitto politico anche, le vite e i diritti delle persone più fragili negate.

Il 16 giugno in Lussemburgo i ministri degli interni dei 28 paesi europei si riuniranno per organizzare "un rafforzamento della solidarietà", termini usati dalla Commissione europea, tra Stati membri. Questa riunione prepara il vertice dei capi di Stato del 25 giugno per un' "equa redistribuzione" dei rifugiati (40mila richiedenti asilo siriani ed eritrei attualmente in Grecia e in Italia, 20mila rifugiati ONU, installati nei campi dei paesi limitrofi ai conflitti in Siria). 

Il ministro francese chiede al suo omologo italiano di organizzare dei campi gestiti dall'Unione europea come in Grecia dove "selezionare" all'arrivo i migranti "economici" dai richiedenti asilo. 

I primi verrebbero respinti verso il paese di origine, gli altri "ridistribuiti" tra paesi europei. La Croce Rossa e l'ufficio europeo per l'asilo gestirebbero le "liste di selezione" e gli Stati dovrebbero "studiare" caso per caso. Hollande incontrerà Renzi a Milano per informare che la Francia lavora su tre punti: "Accoglienza dei richiedenti asilo, ospitalità d'urgenza, efficacia nei respingimenti alle frontiere."

Intanto, un centinaio di migranti, dopo due successivi sgomberi violenti in dieci giorni, si sono organizzati un altro accampamento, materassi e teloni di plastica di fronte el Jardin d'Eole, dietro il metrò La Chapelle, strettamente sorvegliato per ora. I vicini portano il cibo per la colazione, forniscono bevande calde e ristoro, la toilette viene fatta veloce alle fontanelle del giardino. 

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