Durban - United against climate change in corteo

Nella Giornata di azione globale

3 / 12 / 2011

Si riempie pian piano il parco da cui parte la manifestazione nella Giornata Mondiale di azione sul clima.

Il corteo inizia a configurasi con l’arrivo dei vari spezzoni.

L’apertura è chiara, un enorme striscione che dice: uniti contro il cambio climatico.

Uniti perché solo la costruzione di un comune condiviso tra tanti e diversi può affrontare la portata del cambio climatico imposto all’umanità e al pianeta nella crisi globale.

La maggior parte dei partecipanti sono sudafricani e vengono dai movimenti sociali del paese.

I canti, i balli, gli slogans danno vitalità ai temi che attraversano il corteo.

Nelle interviste si intreccia la denuncia della devastazione ambientale e del saccheggio della terra e delle risorse con la richiesta di un nuovo modello sociale ed ambientale. No al carbone, no al nucleare sì all’energia rinnovabile e bene comune. No alla povertà e alla disuguaglianza sociale sì a posti di lavoro creati con lavori eco-compatibili nella produzione energetica, nei trasporti, nell’agricoltura. No al monopolio delle corporation nella proprietà della terra sì al diritto delle comunità di vivere dignitosamente nel proprio territorio … Cartelli e slogan disegnano nell’oggi la necessità di cambiare il sistema e non il clima, denunciando l’impotenza voluta delle conferenze dell’Onu.

La marcia attraversa le strade del centro, prima di concludersi davanti ai cancelli della Cop17,  dando corpo a temi che riecheggiano in tutto il pianeta, non c’è ambientalismo di maniera nei manifestanti africani ma la connessione biopolitica dell’inacettabilità per l’umanità e il pianeta del riproporsi delle scelte che hanno portato alla crisi economica, sociale e ambientale in cui tutti viviamo.

Cronaca e voci dal corteo.

La cronaca del corteo si accompagna alle interviste con rappresentanti dei movimenti nigeriani in lotta contra la devastazione dell’estrazione petrolifera portata avanti da compagnie come la Eni, riflessioni con la CGT, sindacato francese, sulla necessità in Europa di contrapporre alle misure dell’austerity imposta dall’alto una riconversione produttiva per uscire dalla crisi, il post-Fukushima raccontato dagli attivisti giapponesi e il commento della delegazione di Rigas alle giornate sudafricane.

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Storie sudafricane.

Le voci che raccogliamo in corteo raccontano le resistenze nel paese per cambiare una situazione di povertà ed emarginazione. Comitati come quelli che si oppongono ad essere allontanati per permettere la costruzione della nuova area portuale a Durban marciano insieme alle donne che negli slum lottano per avere una casa degna, contro la privatizzazione dell’energia portata avanti da grandi corporation come la Eskon che detiene il monopolio dell’energia al 95% in Sudafrica e al 45% in tutta l’africa.

Associazioni come quella dei giovani che denunciano la povertà che nasce dai cambiamenti climatici sfilano con Right2now che chiede un informazione libera fuori dalla segretezza. Via Campesina denuncia come la promessa della Riforma agraria sia rimasta inattesa e la proprietà della terra resta in mano ai latifondi dell’agricoltura industriale basata sulle monocolture. Il movimento Abhali Basemjandolo in tutto il paese organizza le lotte per il diritto alla casa e ai servizi essenziali, pretendendo dal Governo le promesse non mantenute. Il Cosatu con i suoi 2 milioni di iscritti chiede scelte precise per creare nuova occupazione con politiche ambientali e sostenibili.

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Vilma Mazza Associazione Ya Basta - RIGAS

contatti 00270721966625

Raccolta articoli Cop17

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03.12.11 Durban in corteo

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