Trento - Chi ama la città e la libertà odia i fascismi

Appello per un'assemblea pubblica e un corteo cittadino contro il fascismo e il razzismo, per il diritto alla città.

23 / 10 / 2014

Un anno fa scrivevamo che, con l'apertura a Trento del Baluardo - ovvero la sede di Casa Pound e Blocco studentesco - si sarebbero intensificati gli episodi di intolleranza e xenofobia in questa città. Non che prima dell'arrivo dei fascisti del terzo millennio non ci fossero organizzazioni simili nei contenuti o nel modo di porsi in città, infatti Lega Nord o Fratelli d'Italia, per quanto riguarda l'istigazione all'odio razziale, l'ansia spasmodica di securitarismo, la richiesta di ordinanze repressive e liberticide, non sono mai state seconde a nessuno. Entrambe fanno parte di quella galassia di destra populista, in costante ricerca del nemico pubblico e della nuova emergenza da combattere, che speculano sui fatti di cronaca, sulla povertà e sul disagio sociale per il proprio tornaconto elettorale e per determinare politiche sempre più restrittive di ogni spazio di libertà.

La differenza, importante, è che i loro figliocci politici, i piccoli balilla, cresciuti con poche idee confuse e tanti slogan nel cervello, svecchiando qualche frase mussoliniana e strumentalizzando qualche icona pop, si sono presentati inizialmente al quartiere di Madonna Bianca come i bravi ragazzi della porta accanto, ma poco tempo dopo la maschera è scivolata via dimostrando la loro vera natura. Dalle scritte fasciste e dai simboli nazisti vergati sui muri sono passati ben presto alle aggressioni notturne e alle minacce con le lame, spesso coperti dai loro padrini politici di riferimento e agevolati dal silenzio delle istituzioni e della stampa.

A subire le conseguenze degli attacchi squadristi non sono stati solamente gli antifascisti, ma anche studenti, artisti e migranti. Chiunque esca dal loro schema mentale ristretto è un possibile bersaglio, un obiettivo da intimidire e mettere in riga con le bastonate. Gli ultimi episodi, in ordine di tempo, hanno visto coinvolti otto ragazzi e ragazze, assaliti dopo il Ponte di San Lorenzo perchè provenivano da Piedicastello, e delle prostitute colpite da proiettili di gomma, guarda caso proprio pochi giorni dopo un gazebo contro la prostituzione di Fratelli d'Italia. Ma non possiamo e non vogliamo dimenticare l'accoltellamento ad Arco di Andrea che solo per pura fortuna non ha avuto conseguenze mortali, o le bottiglie molotov lanciate, anche qui per fare male, contro il campo Sinti di Piedicastello nei giorni in cui, in consiglio comunale, Lega e FdI si opponevano al finanziamento dei progetti sociali a favore della minoranza etnica.

E' evidente che il clima di pericolosità instaurato nell'ultimo anno dall'estremismo di destra si abbina temporalmente all'apertura della sede di Casa Pound, quasi ad indicare che, in quelle geometrie oscure e maleodoranti, sia in atto una infame sfida tra fascismi.

Ora il limite di sopportazione è stato ampiamente superato, la nostra città non può e non deve tollerare tutto questo. E' indispensabile rivendicare un nuovo diritto alla città, riprendendoci con i nostri corpi e cuori le strade, le piazze e gli spazi per costruire una città libera e aperta, accogliente e solidale. Un'idea di città libera dai troppi fascismi che stanno alzando la testa e ci vorrebbero riportare al medioevo.

Facciamo perciò appello a tutte le realtà antifasciste, antirazziste e antisessiste, agli studenti alle studentesse, a tutt* i/le precar*, a partecipare all'assemblea pubblica di giovedì 30 ottobre h. 20.30 al Centro sociale Bruno per costruire questo processo e dare corpo, gioia e determinazione ad un corteo cittadino nelle prossime settimane.

Chi ama la città e la libertà è il/la benvenut* !

Centro sociale Bruno

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