Schio - "Arcadia non si tocca!"

23 / 1 / 2021

A Schio il Centro Sociale Arcadia, che da 14 anni è presente nel territorio, ha ricevuto proprio in questo momento di crisi globale, la comunicazione dall'amministrazione comunale della mancata volontà di rinnovare il contratto di locazione in scadenza a marzo. Il sindaco e l'assessore alle politiche giovanili, dopo una prima apertura al dialogo, hanno scelto di interrompere ogni comunicazione con gli attivisti, incuranti della situazione: il centro sociale ha quindi ribadito in una conferenza stampa questa mattina che non ha alcuna intenzione di andarsene.

Arcadia non si tocca!

Comprendere, o almeno provare a comprendere, i bisogni, le esigenze e le necessità del territorio e di chi lo vive: un organo istituzionale dovrebbe avere questo compito e questa capacità, soprattutto dovrebbe averle un amministratore, un primo cittadino, una giunta di maggioranza.

Così a Schio, dalle pagine dei giornali e giornaletti locali, traspare un'amministrazione sempre in ascolto, attenta e pronta a risolvere le difficoltà della cittadinanza. 

Peccato che la realtà sia ben diversa!

La vanità dei riflettori, delle foto in prima pagina, dei post autocelebrativi sui canali social, sicuramente ha colpito anche la "nostra" giunta scledense che non perde occasione per mettersi in mostra, elargire riconoscimenti e regalarci sorrisoni a tutto tondo. 

Ma quando si parla di amministrare, quando è necessario discutere, anche pubblicamente, le contraddizioni del nostro territorio, dove sono coloro che dovrebbero rispondere alla città, a chi la vive? 

In quest'ultimo anno di pandemia ed emergenza sanitaria, sociale ed economica, abbiamo assistito ad una comunicazione standardizzata, univoca e personalistica sul piano regionale con le numerose conferenze stampa targate Zaia. 

Ma senza fare troppi chilometri, basta guardare vicino a noi per trovare gli stessi meccanismi che prediligono un unico punto di vista, avulsi al confronto e alla dialettica, reticenti al dibattito, inorriditi dal diverso. 

Che sia il pensiero, l'azione, l'essere umano: se è fuori dai canoni di pensiero e visione di questi amministratori dispotici, non ha diritto di esistere. Non ha diritto di essere considerato. 

Il silenzio del quale "l'altro" viene avvolto ha l'obiettivo di soffocare ogni tipologia di diversità e di ricchezza. 

Purtroppo molte esperienze in questi ultimi anni hanno visto il loro declino nella Schio di Orsi e dei suoi "Noi cittadini". 

Troviamo ormai al secondo mandato una giunta senza alcuna volontà di dare spazio alle esperienze che localmente potrebbero prendere vita, siamo stanchi e non possiamo sopportare oltre questa gestione: l'ascolto, il tempo, le risorse, ci sono sempre stati solo per chi ha incontrato i gusti della maggioranza, o che, per lo meno, le ha portano benefici di qualsivoglia natura.

La decisione di non rinnovare il contratto di locazione del Centro Sociale Arcadia, sbarrando di fatto la strada a tutte le persone che al suo interno trovano spazio, è perfettamente in linea con il modus operandi di questa amministrazione, che coglie l’occasione della scadenza del contratto per liberarsi, o così forse spererebbe, dell'ennesima realtà a loro scomoda.

E questa scelta assume una gravità ancora maggiore in un momento come quello che stiamo vivendo, uno stato di emergenza in cui luoghi come Arcadia andrebbero maggiormente preservati: qui infatti si sta creando dall’inizio della pandemia una rete di solidarietà che si è organizzata per essere di supporto a tutte quelle persone che stanno maggiormente subendo gli effetti negativi di questa situazione. 

Crediamo che i luoghi di cultura, socialità, incontro, discussione, aggregazione, dovrebbero essere incentivati e sostenuti in particolar modo in un momento in cui i legami relazionali vengono a mancare e in cui ci rendiamo conto della loro vitale importanza.

Il sindaco aveva inizialmente dato disponibilità ad iniziare un percorso di confronto per capire come affrontare la questione: si parla di quest'estate. 

Da allora non è più giunta alcuna risposta, alcun interesse e men che meno alcuno sforzo per trovare un piano di discussione. 

La maggioranza ha, come riferito da qualche addetto comunale in via informale, deciso di "chiudere le comunicazioni". Nonostante questo atteggiamento bambinesco e infantile abbiamo comunque provato a metterci a disposizione, ma di tutta risposta abbiamo ricevuto solo porte in faccia. 

Evidentemente una realtà che esiste da più di tredici anni sul territorio per questi amministratori non ha alcuna rilevanza: persino la mera burocrazia e le richieste scritte protocollate sono state bellamente glissate dall'assessore Barbara Corzato e dal primo cittadino.

Non sappiamo se pensano che ce ne andremo tranquillamente da quella che è la nostra casa. Ma per scrupolo vogliamo togliere loro qualsiasi dubbio rassicurandoli del fatto che da li Arcadia non ha alcuna intenzione di spostarsi!

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