Roma - La resistenza di via cardinal Capranica

Iniziano in tarda serata le operazioni per lo sgombero dell'occupazione di via Cardinal Capranica, a Primavalle. Barricate frenano la polizia, trenta persone resistono sui tetti e solidali bloccano il traffico nella storica piazza Mario Salvi

15 / 7 / 2019

Sono passate da poco le 23 di domenica 14 luglio; centinaia di agenti in assetto antisommossa e decine di blindati iniziano a circondare lo stabile occupato di via Cardinal Capranica, situato nel quartiere romano di Primavalle. 

L’occupazione è un ex scuola, abbandonata dagli anni ’80, che nel corso degli anni ha ospitato centinaia di famiglie in cerca di alloggio e serenità. Al momento ci sono 78 famiglie con 80 bambini, di diverse nazionalità: un mosaico composito in cui l’alleanza tra autoctoni e migranti è qualcosa di sedimentato e concreto.

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Lo sgombero era previsto per l’indomani mattina, ma le operazioni sono state anticipate per impedire a occupanti e solidali di organizzare qualsiasi forma di resistenza. I movimenti per il diritto all’abitare avevano infatti indetto un appuntamento pubblico per le 5 di lunedì 15, proprio per difendere collettivamente l’occupazione.

Nonostante la mossa decisa dalla Questura e una militarizzazione senza precedenti imposta dal Viminale –oltre alla celere,  decine di blindati, idranti e un elicottero che sorvola la zona - il blitz della polizia fallisce. Via Pietro Bembo era stata arbitrariamente dichiarata “zona rossa” dalla polizia, ma questo non ha impedito a oltre 300 persone di avvicinarsi allo stabile sotto sgombero e costruire un vero e proprio “muro popolare”.

Intorno alle 7 giunge sul luogo l’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre, per un tentativo di risoluzione e mediazione ormai fuori tempo massimo. Le soluzioni proposte dall'amministrazione comunale, le deportazioni in case famiglia e centri di prima accoglienza, si sono rivelate vuote e irricevibili da parte dell'assemblea degli e delle occupanti. 

Verso le 10 viene dato dalle autorità di ordine pubblico un ultimatum di venti minuti, prima di procedere allo sgombero dell'occupazione abitativa. Nel frattempo in via Bembo il "muro popolare" continua a fronteggiare lo sbarramento di polizia in solidarietà con le/gli occupanti scandendo lo slogan: «Viminale e 5 Stelle vergogna della capitale. Il Cardinal Capranica non si tocca!».

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Scaduto l’ultimatum, una colonna di blindati e agenti antisommossa, aperta da due idranti, si muove verso l'ingresso dello stabile di proprietà del Comune di Roma. Un dispositivo militare ingente che ha trovato la forte determinazione e resistenza degli e delle occupanti. Alte colonne di fumo nero, provenienti dalle barricate in fiamme, si alzano in cielo e una trentina di persone salgono sul tetto dell’ex scuola.

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Contemporaneamente, i solidali si muovono da via Pietro Bembo in corteo selvaggio e occupano piazza Mario Salvi, mandando in tilt il traffico metropolitano. Il corteo selvaggio attraversa tutto il quartiere di Primavalle, durante il percorso la rabbia si riversa sulle strade, cassonetti rovesciati e dati alle fiamme, prima di fermarsi in presidio di fronte all'ingresso della fermata metro Battistini.

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La giornata di resistenza allo sgombero prosegue, dentro e fuori lo stabile; alle 16 ci sarà a Montecitorio un presidio contro il decreto-bis Salvini, che proprio in questi giorni inizierà l'iter di trasformazione in legge.

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