Roma - Approvato il decreto della vergogna. Inizia la battaglia contro il Dl Salvini

Centinaia di manifestanti conquistano e presidiano Piazza Montecitorio. Bloccata via del Tritone

27 / 11 / 2018

Dopo il presidio in Piazza San Silvestro di venerdì 23 novembre, i movimenti si sono riconvocati oggi, giorno del voto di fiducia alla Camera sul Dl Salvini.

Mentre nelle aule parlamentari venivano varate norme che inaspriscono le pene per i reati di blocco stradale, in piazza si tornava a riaffermare la piena agibilità del dissenso fin sotto i palazzi del potere, fin sotto l'obelisco di fronte alla Camera.

Dalla stesso concentramento dello scorso venerdì, oltre quattrocento manifestanti hanno attraversato le vie centrali della capitale con l'intenzione di raggiungere il Parlamento, per riconquistare il diritto a manifestare in Piazza Montecitorio, sistematicamente negato negli ultimi anni.

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"Quando l'ingiustizia diventa legge, disobbedire è un dovere", "Legittima difesa con ogni mezzo necessario" questi gli striscioni che hanno fatto ingresso nel piazzale antistante alla Camera, dove sul lato opposto era schierato un ingente schieramento di forze dell'ordine.

Per tutto il pomeriggio, centinaia di persone hanno presidiato piazza Montecitorio per l'intera durata dell'iter di discussione e approvazione del Decreto legge sicurezza e immigrazione: tutte quelle fette sociali che sono tornate in strada dopo il corteo degli #Indivisibili.

Una bara di cartone che esponeva foto di Rosa Parks, Nelson Mandela, Malcom X, è comparsa tra le file del corteo, a rappresentare simbolicamente la morte dei diritti, come simboleggiavano altri cartelli di denuncia delle misure discriminatorie e autoritarie contenute nel decreto.

Nonostante i filtri e i blocchi della polizia, il presidio si è ingrossato sempre di più. Interventi, azioni di disturbo sonoro, lanterne volanti liberate in aria: così si è scandito il tempo della contestazione, con un lancio di ruspe di plastica all'approssimarsi della chiusura della chiama dei parlamentari.

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Come a Roma, in tante altre piazze d'Italia, già da ieri e nella giornata di oggi, ci sono state iniziative e presidi di fronte alle Prefetture, a dimostrazione dell'ampia e diffusa contrarietà al razzismo istituzionale e alle politiche di esclusione sociale dell'esecutivo penta-leghista. Sono stati trasmessi collegamenti audio dalle altre iniziative, come quella in svolgimento a Padova.

Un urlo di rabbia e sdegno si è levato dalla piazza alla notizia dell'esito della votazione blindata sulla fiducia: «le piazze piene del 10 novembre e del corteo NonUnaDiMeno rappresentano plasticamente la sfiducia dal basso del governo populista e fascioleghista».

Al termine del presidio, la mobilitazione non si è fermata ripartendo in corteo non autorizzato per le strade del centro della capitale fino a paralizzare il traffico su via del Tritone.

«Quella consumatasi nelle stanze dei palazzi del potere non è una sconfitta dei tanti che si sono mobilitati per fermare il Dl Salvini. La battaglia contro il decreto della vergogna inizia oggi. Passa dalle piazze di sabato 1 dicembre, a Roma per l'eguaglianza e la giustizia sociale, e a Milano contro l'apertura del nuovo Cpr; passa per la difesa delle occupazioni abitative pronte a resistere contro gli sgomberi; passa anche dai percorsi delle comunità in lotta contro le grandi opere che l'8 dicembre scenderanno in piazza, in tutta Italia come a Torino per la grande manifestazione NoTav. Sarà per le strade che, disobbedendo, batteremo il decreto. Sarà per le strade che faremo crescere l'opposizione sociale a questo governo».

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27.11.18 Roma #NoDlSalvini presidio a Montecitorio