Reggio Emilia - Per la libertà di movimento contro razzismo e xenofobia

Lunedì 13 aprile h. 9.30 presidio presso il Tribunale di Reggio Emilia durante l'udienza preliminare per i fatti del 25 Aprile 2014

10 / 4 / 2015

Il 13 Aprile 2015 si terrà l'udienza preliminare per l'istruzione del processo che riguarda gli eventi della contestazione a Matteo Salvini, per il suo provocatorio arrivo a Reggio Emilia il 25 Aprile 2014.

Il sostituto procuratore richiede il prolungamento delle misure cautelari a soli due giorni dalla loro decadenza. Sono passati ormai 6 mesi da quando la procura ha richiesto quei 16 provvedimenti (5 arresti domiciliari e 11 obblighi di firma giornalieri) ai danni dei manifestanti.

Sei mesi di restrizioni della libertà individuale, adottate e sentenziate ancor prima che venga ricostruita una verità giuridica, sulla base di un'ipotesi accusatoria che non attesta la contestualità all'interno della quale certe vicende si sono svolte, ma che al contrario forza il piano della realtà di quei dati avvenimenti sotto una prospettiva criminalizzante di tensione sociale. All'atto pratico una pena senza condanna.
Le stesse misure, in prima istanza rigettate e corrette dal GIP in 15 obblighi di firma giornalieri, esclusi fine settimana e festivi, sono state ulteriormente modificate da una sentenza del Tribunale del Riesame di Bologna che ha accolto il ricorso dell'accusa commutandole in 2 arresti domiciliari e 13 obblighi di presentazione quotidiani, oltre ad un aggravamento dei capi d'imputazione.

Sentenza sospesa in attesa del giudizio della Cassazione che dovrebbe esprimersi il 21 Aprile.

Nel lungo corso di questi mesi abbiamo più volte registrato l'intempestività e la sproporzione delle misure adottate rispetto a quanto realmente accaduto quel giorno in piazza, oggi ci domandiamo se dietro all'insistenza di chi sostiene un piano accusatorio tanto pesante non vi sia una palese volontà persecutoria nei confronti di chi sceglie di far politica partendo dalle piazze e dal tessuto sociale.

Di per sé queste misure non prevengono né limitano l'agibilità politica di chi vi è soggetto, pur agendo direttamente sul piano individuale dei coinvolti, ma esprimono una volontà punitiva che risponde più a prospettive di carriera personale in qualche modo avvalorate dall'evocazione di un nemico pubblico da osteggiare.

Si tratta di una tendenza riscontrabile in molteplici altri casi giudiziari che in particolar modo in questi ultimi anni coinvolgono attivisti ambientali e sociali, dove l'istruzione dei processi vede l'applicazione di articoli del codice penale decontestualizzati rispetto al piano d'esecuzione delle azioni contestate.

Spesso la verità giuridica smonta l'impianto accusatorio, ricongiungendosi alla verità sostanziale, ma nel mentre si verifica un'impasse democratico, in cui l'allegorica bilancia della Giustizia si misura sulla distanza sempre più ampia in seno alla crisi che si apre tra le classi sociali.

Crediamo che contestare la pericolosa presenza in città di un esponente politico di forte visibilità mediatica, che rivendica un programma basato su anti-europeismo, razzismo e violenze intestine e che si richiama ai programmi di altre forze europee che dell'ultra-nazionalismo fanno la propria bandiera, stringendo un'insidiosa e pericolosa alleanza con Casa Pound, sia stato e sia un atto dovuto, che la legittimità delle posizioni prese allora si è verificata conseguentemente nelle altre grandi mobilitazioni datesi nelle piazze toccate dalla provocatoria presenza di Salvini dal 25 Aprile 2014 in avanti.

E' evidente che le battaglie politiche, sui temi dei diritti, della giustizia ambientale e dei beni comuni, di forte interesse sociale, non possono essere assoggettate a paradigmi giudiziari più che giuridici, né possono positivamente esprimersi chiuse nelle aule di tribunale, soverchiate come in questo caso dall'interesse individuale e personalistico di un pubblico ministero.

Il politico necessita di spazi di azione e discussione che siano liberi e aperti. Per questo crediamo che ciò che concerne queste misure e questo procedimento vada riconsegnato immediatamente all'ambito d'azione dei movimenti, all'interno di un piano pubblico.

Invitiamo tutte e tutti al presidio, durante l'udienza preliminare presso il tribunale di Reggio Emilia. Lunedì 13 Aprile alle ore 9.30.

Laboratorio Aq16

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