Parma - Bloccare gli sfratti è possibile

Rete diritti in casa

9 / 2 / 2010

Ennesimo sfratto sventato a Parma: stava per essere colpita questa volta  una famiglia con due gemelli di 5 anni e una figlia maggiore di 13 anni residenti in Via Trento 42.

Alle 8.30 di questa mattina una ventina di attivisti della Rete Diritti in Casa ed della SRU hanno impedito all’ufficiale giudiziario di eseguire lo sfratto della famiglia residente nel quartiere S.Leonardo.

Lo si è fatto con un presidio dinanzi al portone d’ingresso del condominio, moltissime sono state le persone che si sono fermate per ricevere informazioni o per comunicare l’imminenza del proprio sfratto o  per raccontare di averlo già subito. E’ di oggi infatti la pubblicazione sui quotidiani locali dei dati (resi noti ieri dal Sole24ore) inerenti agli sfratti e ai pignoramenti nella Regione Emilia-Romagna, che testimoniano la gravità dell’emergenza e ribadiscono le denuncie fatte dalla Rete Diritti in Casa negli ultimi anni.

Tra le decine di persone che hanno attraversato il presidio tante erano le donne che si trovavano ospitate da un dormitorio femminile situato nelle vicinanze. Vite e racconti che denunciano l’incapacità dell’Amministrazione Comunale di trovare soluzioni adatte a chi si trova senza una casa, dando soprattutto a tante donne madri e figlie come unico orizzonte la violenza della separazione e la segregazione in queste strutture.

Tutti sembrano indifferenti davanti a queste tragedie familiari che si vorrebbero tenere nascoste, indifferenti sono coloro che hanno responsabilità oggettive in queste situazioni e in particolare in quella della famiglia di via Trento 42:

Il proprietario Cuccurullo possidente di decine di alloggi in città. Beneficiario di rendite non indifferenti e che, nonostante la famiglia abbia sempre provveduto a pagare un affitto oneroso (ha continuato a pagare anche dopo la scadenza del contratto e nonostante il padre abbia perso il lavoro), ha proceduto giudizialmente per l’esecuzione di uno sfratto per finita locazione. Ciò per riaffittare l’appartamento ad un canone notevolmente superiore in una zona che sta attraversando una trasformazione rapida incentivata dalle faraoniche opere di riqualificazione attuate dall’Amministrazione comunale.

Il Comune di Parma, che anche in questo caso ha proposto alla famiglia solo soluzioni di accoglienza temporanea che dividerebbero il nucleo, facendo venir meno l’affetto familiare a bimbi ancora piccoli. Colpevole inoltre di grave negligenza per aver trascurato da anni l’emergenza abitativa.

Il Prefetto di Parma, che nonostante le continue sollecitazioni non si è minimamente scomodato né a imporre un blocco locale degli sfratti (ne ha la facoltà) né a convocare un tavolo di confronto sull’emergenza abitativa e gli sfratti.

Il Governo, che nonostante la crisi imponga interventi di portata epocale, ègravemente latitante sulle politiche abitative. Promotore di un piano casa che serve ad arricchire solo gli speculatori e di una proroga degli sfratti ridicola che non si applica agli sfratti per morosità ma solo alla finita locazione con determinate caratteristiche (agli anziani oltre i 65 anni e ai disabili e famiglie con minori). Si applica, quindi, solo al 20% delle procedure di sfratto. La proroga tra l’altro non è stata ancora approvata e nel caso della famiglia di Via Trento si rischiava uno sfratto per lentezze burocratiche.

Grazie all’indifferenza di tutti costoro questa famiglia stava per subire un procedimento di sfratto senza avere davanti nessuna soluzione alternativa credibile.

La famiglia ha però deciso di non vivere questo momento di difficoltà come una tragedia privata ma di rendere pubblica e politica la propria condizione, avvalendosi dell’appoggio di altre persone che hanno subito o sono in procinto di subire degli sfratti e del supporto della Rete Diritti in Casa e della SRU.

Grazie alla determinazione di queste persone si è riusciti ad impedire questo sfratto ma continueremo ad agire affinché sia trovata una soluzione definitiva per il futuro di questa famiglia e perché si intraprendano politiche che diano una risposta strutturale all’emergenza abitativa.

Per questo chiediamo:

- IL BLOCCO EFFETTIVO DEGLI SFRATTI, PER FINITA LOCAZIONE E PER MOROSITA’

- L’ESTENSIONE RETROATTIVA DELLA MORATORIA SUI MUTUI

- TASSAZIONE ED IMMISSIONE NEL MERCATO A CANONE SOCIALE DEGLI ALLOGGI SFITTI DEI GRANDI PROPRIETARI IMMOBILIARI E DELLE IMPRESE EDILI, CIOE’ DEI SOGGETTI CHE IN QUESTI ANNI HANNO SPECULATO ALLEGRAMENTE SUI BISOGNI ESSENZIALI ALTRUI

- UNA POLITICA DI INVESTIMENTO NELL’EDILIZIA PUBBLICA (CASE POPOLARI) DA EDIFICARE SU AREE DISMESSE, PER EVITARE ULTERIORE CONSUMO DI SUOLO AGRICOLO

- GESTIONE DEMOCRATICA E COINVOLGIMENTO DIRETTO DEI CITTADINI  NELLE ASSEGNAZIONI E NELL’APPLICAZIONE DEL CANONE SOCIALE PER GLI INTERVENTI DI HOUSING SOCIALE.

- ABOLIZIONE DELLA LEGGE 431/98 PER DIRE BASTA ALLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI AFFITTI.

SRU-Società di Riappropriazione Urbana

RETE DIRITTI IN CASA

Sportello per il diritto alla casa: tutti i martedì dalle ore 19 alle 21 in Casa Cantoniera, via Mantova 24.

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