Padova - Riapriamo i consultori!

Apertura simbolica del consultorio di Via Piovese

Utente: chicca
15 / 3 / 2012

Oggi 15 marzo, verso mezzogiorno Donne in movimento ha organizzato una iniziativa pubblica per la riapertura dei consultori.

Infatti da un lavoro di inchiesta che è stato svolto in queste ultime settimane sulla situazione dei consultori pubblici nel veneto, è emerso che queste strutture, che svolgono un servizio fondamentale per le donne e i giovani, sono seriamente minacciate da un progressivo svuotamento delle risorse necessarie per lo svolgimento delle attività.

Da un lato i finanziamenti vengono diretti sempre più a “progetti pilota” effettuati da strutture private, dall'altro le risorse vengono sottratte, come in questo caso, attraverso il blocco del turn-over, del normale avvicendarsi del personale.

Il consultorio di via piovese 74 a Padova è un esempio di queste politiche.

Da ormai un anno la ginecologa che effettuava il servizio è andata in pensione. Il consultorio che copre una zona molto vasta di Padova è rimasto totalmente scoperto, la porta dell'ambulatorio chiusa.

Resta solo un numero telefonico al quale rivolgersi 3 ore alla settimana. Ma nessuno risponde.

Con lo slogan RIAPRIAMO I CONSULTORI un gruppo di donne ha simbolicamente riaperto le porte del consultorio.

L'iniziativa ha messo in evidenza come i servizi che dovrebbero essere efficienti e gratuiti vengano progressivamente ridotti e alle donne non resti che affidarsi a prestazioni erogate dai privati, se hanno un reddito che glielo permetta... oppure a peregrinare in cerca di qualche rimasuglio di sanità.

In generale si è anche voluto sottolineare come sempre più frequentemente le risorse vengano affidate a strutture che lucrano sulla pelle delle donne e/o che portano avanti politiche reazionarie (CAV - Centro Aiuto alla Vita) che hanno lo scopo di limitare il diritto di scelta delle donne per quanto riguarda la gravidanza, che spostano il centro dell'attenzione dalla donna al nucleo familiare, come “nucleo portante della società”, mentre la donna viene messa in secondo piano sulle scelte che le riguardano in prima persona.

Si è voluto evidenziare, inoltre, come le politiche economiche, la crisi, in questi ultimi tempi incidano in modo più gravoso sulle donne: con i tagli alla scuola e alla sanità, infatti sono le donne a pagare più salato il prezzo della crisi, riaccollandosi ulteriormente lavoro di cura su bambini ed anziani, per esempio.

Per finire, con lo slogan, MENO OBIETTORI PIU' CONSULTORI, si è voluto anche evidenziare che oltre al problema dei consultori, anche la cosiddetta obiezione di coscienza in tema di aborto deve finire. I consultori devono funzionare.

Le donne devono avere accesso a servizi efficaci e gratuiti!

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