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In 200 contestano le "sentinelle in piedi"

25 / 5 / 2015

Sabato 23 Maggio la cattolicissima Irlanda, attraverso un referendum popolare e in larghissima maggioranza, si è espressa a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso, cinque anni dopo l’approvazione in Parlamento delle unioni civili per le coppie omosessuali.

Lo stesso giorno in tutta Italia abbiamo assistito all’ennesima manifestazione del fondamentalismo cattolico ben rappresentato dalle “sentinelle in piedi”. 

Queste, dietro vaghi proclami a difesa della famiglia tradizionale, nascondono sentimenti ben più pericolosi quali l’omofobia, l’odio verso l’universo teorico dei gender studies e quindi il rifiuto totale per tutto ciò che non rientra strettamente nei dettami del cattolicesimo, riguardo la sessualità dell'individuo; del resto è risaputo di come tra le fila delle “sentinelle” si nascondano individui appartenenti a sigle ben note nel panorama dell’estremismo cattolico come Militia Christi e politico come Forza Nuova. Dal punto di vista della radicalità ideologica le “sentinelle in piedi” hanno poco o niente da invidiare agli integralisti dell’Isis.

Il 23 maggio però è stata anche la giornata in cui migliaia di cittadine e cittadini sono scesi in piazza sia per denunciare la totale assenza di tutele dal punto di vista legislativo nei confronti delle coppie omosessuali (siamo infatti uno dei 9 paesi dell’UE in cui non vi è nessuna regolamentazione a riguardo) ma soprattutto per dare un segnale forte di fronte all’intolleranza delle “sentinelle in piedi” e all’omertà delle istituzioni che in tutto il paese permettono lo svolgersi di manifestazioni omofobe e discriminatorie. 

Anche a Fabriano, nonostante la pioggia e il clima di tensione creato dalla stampa locale, che aveva paventato una città messa a ferro e fuoco dai contestatori delle “sentinelle”, circa 200 persone sono scese in piazza a contestare chi, in base a principi religiosi, reazionari e omofobi vuol negare il semplice diritto ad amarsi.

L’ormai abituale e massiccia presenza delle forze dell’ordine non ha impedito ai presenti, molti dei quali iscritti o rappresentanti di varie associazioni e realtà del territorio, altri ancora come semplici cittadini, di attuare un’azione di disturbo continua e durata per tutto lo svolgimento della “veglia delle sentinelle”. Volantinaggi ed interventi hanno nel frattempo contribuito a sensibilizzare la cittadinanza riguardo alle motivazioni della protesta.

Ad una manifestazione triste, statica e vecchia (data l’età avanzata della grande maggioranza delle sentinelle) si è contrapposto un presidio colorato, rumoroso e soprattutto pieno di giovani. Un dato, questo, da mettere in rilevanza, nonostante la miopia di gran parte della classe politica italiana che si ostina a non preoccuparsi delle migliaia di coppie senza tutela legale e nonostante la presenza costante, anche nelle scuole, di organizzazioni fondamentaliste cattoliche, le nuove generazioni dimostrano infatti un’elevata sensibilità riguardo temi delicati quali l’orientamento sessuale delle persone e le differenze di genere. 
La speranza è quindi che questa maggiore affinità generazionale e prontezza nel recepire i cambiamenti in atto nella società possa fungere da forza in grado di sensibilizzare sempre più ampi strati dell’opinione pubblica, relegando finalmente in un angolo il fanatismo religioso e costringendo i governanti a riempire nel breve periodo quel vuoto legislativo che macchia di vergogna il nostro paese.



- Comunicato di lancio
Vogliamo una società inclusiva: Fermiamo la propaganda razzista, mascherata da principi religiosi


Avere un orientamento sessuale oppure un’identità di genere che non coincide con il dualismo maschio-femmina è ancora oggi causa di discriminazione, violenza fisica, aggressione e in alcuni casi morte.
Sono in aumento, anche nel nostro paese, i casi di violenza a sfondo omo e trans fobico a carico di persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali. Non è purtroppo infrequente leggere nelle pagine di cronaca di adolescenti che si tolgono la vita a causa delle discriminazioni subite dai compagni di scuola, dai loro stessi familiari o genitori, persino a volte dagli insegnanti.
Tuttavia in Italia, seppure con un forte ritardo sul resto dei paesi del resto d’Europa, le cose stanno cambiando. L’attenzione ai diritti e alle esigenze di tanti nostri concittadini e concittadine, è ormai oggetto di proposte di legge ed iniziative dello Stato: La Legge Mancino esiste da oltre vent’anni e punisce le aggressioni commesse in base a discriminazioni razziali, etniche, religiose e ora vorremmo che sia estesa anche per quelle basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere, così come richiesto dalle direttive europee.
Ma c’è chi crede, che l’estensione di alcuni diritti a tutti, come quello alla libera espressione del proprio orientamento sessuale e affettivo e della propria identità di genere, vadano contro alcuni principi fondamentali come il concetto tradizionale e “naturale” di famiglia basato su forti convinzioni di tipo religioso. Ma chi è che stabilisce cosa sia la famiglia “naturale”? Non è forse una sovrastruttura creatasi storicamente sulla base di processi economici prima e religiosi poi? Le sentinelle in piedi sono per la difesa della famiglia naturale e contro il diritto all’amore. Chi manifesta contro le unioni civili, lede i diritti di dignità e di rispetto non solo delle persone omosessuali ma di tutti noi.
Vogliamo una società più aperta, dove a più persone e gruppi sociali vengano date le stesse opportunità, diritti e dignità. Vogliamo una società più inclusiva, cosi come vorrebbe il significato più profondo della nostra Costituzione.
Contestiamo chi, in base a principi religiosi, reazionari e omofobi manifesta contro il diritto ad amarsi e ad essere riconosciuto e rispettato, contestiamo chi in nome della famiglia naturale dimentica che la maggior parte delle violenze contro le donne avviene nelle quattro mura domestiche, contestiamo chi nega alle donne il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (diritto tutelato dalla legge 194), contestiamo chi in nome di principi religiosi nega i diritti alla pluralità e al rispetto.
Il Cristianesimo insegna ad accogliere, non ad escludere, l’uso razzista del suo messaggio, è solo propaganda politica.
Siamo per una legge contro l’OMOFOBIA, una legge seria che tuteli i diritti degli omosessuali. Siamo in piazza per sensibilizzare la società a un problema che per troppo tempo è stato messo da parte e ci auguriamo che i cambiamenti intervenuti in questi anni nella società italiana, che ormai riconosce nella sua maggioranza piena cittadinanza e legittimità ad una pluralità di modi d’essere, stili di vita ed espressioni incomprimibili di soggettività individuali possano trovare al più presto un compiuto riconoscimento legislativo.

ADESIONI
Circolo ARCI “Il Corto Maltese”, Laboratorio Sociale Fabbri, Libera Fabriano, ANPI Fabriano, Gruppo Emergency Fabriano, Altre Marche Sinistra Unita, Ass. Culturale Oltre l'Altro, Comitato Sveglia Fabrianesi, Unione Atei e Agnostici Razionalisti, Associazione Animalisti Italiani Onlus Sede di Fabriano, FIOM Fabriano, Lega SPI CGIL Fabriano, ADL Cobas Marche

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