Anonimous in Gran Bretagna e Cina

8 / 4 / 2012

Negli ultimi tre giorni si sono verificati nuove azioni di Anonymous.

Due le situazioni che vengono riportate nelle agenzie di stampa: la Gran Bretagna e la Cina.

Sabato 7 aprile il ministero dell'Interno britannico ha affermato che si sta indagando su un attacco portato al sito dello stesso Ministero. L'attacco di Anonymous sarebbe dovuto all'ostilità nei confronti della proposta del governo di aumentare la sorveglianza sullo scambio di mail e in generale la circolazione di informazioni in rete.

Il sito del Ministero è rimasto inservibile ed in Twitter è circolato il messaggio "Tango down per i vostri progetti draconiani di sorveglianza."

Vedi articolo in The Guardian

In Cina pochi giorni prima erano stati intasati e resi inoperativi diversi siti legati del Governo. Su Twitter che in Cina è bloccato (anche se accessibile  attraverso i Virtual private network), Anonymous China ha annunciato di aver violato otto siti web legati al governo di Pechino, facendo comparire al loro posto sugli schermi la scritta: «Per tutti questi anni, il governo comunista cinese ha imposto al suo popolo leggi ingiuste. Sappiate che non siete infallibili. Oggi vengono violati i vostri siti web, domani sarà il vostro vile regime a cadere».

I siti attaccati di diversi uffici provinciali governativi hanno l'indirizzo 'gov.cn'.

Nell'articolo del South China Morning Post si dice che questo è stato l'attacco più grosso sferrato in Cina

Vedi articolo in South China Morning post

L'ultima apparizione in Italia di Anonimous è stata ai primi di aprile, quando sono stati resi inattivi i siti di polizia, carabinieri e ministero dell'Interno. Nel messaggio si citavano le cariche nei confronti degli operai dell'Alcoa e la vicenda della Diaz durante i giorni del G8 ed inoltre si invitavano gli «infiltrati delle forze dell'ordine ad abbandonare i nostri server».

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