Ufficialmente, la campagna elettorale per le presidenziali del 14 aprile in Venezuela inizierà il 2 aprile. Nei fatti, è iniziata quando Hugo Chàvez era ancora vivo, ha ripreso vigore nel giorno della sua morte e non è destinata a fermarsi prima del voto.

Venezuela, Hugo Chavez vincera' le prossime elezioni

21 / 3 / 2013


Ufficialmente, la campagna elettorale per le presidenziali del 14 aprile in Venezuela inizierà il 2 aprile. Nei fatti, è iniziata quando Hugo Chàvez era ancora vivo, ha ripreso vigore nel giorno della sua morte e non è destinata a fermarsi prima del voto. I toni e le scelte dei due principali contendenti: Nicolàs Maduro per il fronte chavista ed Henrique Capriles per l'opposizione, sono sempre più distinguibili.
Maduro diventato presidente del Venezuela poche ore dopo il funerale di Chàvez, in questa settimana ha rimosso uno dei due principali ostacoli alla sua elezione: la possibilità che settori di spicco della galassia chiavista non lo sostenessero. Maduro ha infatti ricevuto attestati di supporto da protagonisti come il presidente dell'Assemblea Nazionale Diosdado Cabello, uomo vicino alle Forze Armate; dello stesso ministro della Difesa Diego Molero; da Rafael Ramirez ministro del Petrolio e presidente della compagnia petrolifera statale PdVSA. Tutti gli uomini più rappresentativi dell'era chavista sono al lavoro per garantire la sua elezione. L'altro ostacolo è che Maduro non sia in grado di sostenere il confronto con il suo predecessore non solo sul piano del carisma ma nella capacità di continuare la sua azione che ha portato il Venezuela a dimezzare la povertà e  che è stata decisiva a fare fallire  l'ALCA, il progetto statunitense che avrebbe legato mani e piedi le economie latino americane al carro yenkee, a Mar de La Plata nel 2005 insieme a Fidel Castro,Nestor Kirchner, Lula e gli altri nuovi disobbedienti del Subcontinente. Ha dato impulso ad una rete televisiva regionale Telesur, a una banca: Bancosur, a Petrocaribe, a UNASUR ( Union de Naciones Sudamericana), al Consejo Sudamericano de Defensa, Fino all'ultimo CELAC ( Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribenos), dando avvio concreto ad una ipotesi di unione latinoamericana che era stato il grande sogno di Bolivar.
A Capriles, come del resto a tutta l'opposizione, non resta che giocare di rimessa. L'avvocato e attuale governatore di Miranda è il cadidato più credibile che il fronte anti-chavista potesse esprimere. La sua strategia elettorale poggia su tre elementi 1) cercare di staccare Maduro da Chàvez sottolineando che la continuità tra i due non è automatica né benefica per il paese; 2) promettere di mantenere alte l'attenzione e i finanziamenti verso le classi più popolari, che al defunto presidente devono una casa, un'istruzione, le cure mediche  e soprattutto l'inclusione nel dibattito politico; 3) insistere sui numerosi problemi del Venezuela odierno: corruzione, violenza, alto deficit pubblico, difficoltà nel reperire beni primari.
Due sono le incognite che pesano su questa campagna elettorale, la prima i grandi gruppi mediatici internazionali, che nonostante le prese di distanza dell'ex presidente brasiliano, continuano a definire Capriles il Lula Venezuelano; la seconda gli Stati Uniti, morto Chàvez il presidente Obama, che aveva ricevuto in dono proprio dal presidente venezuelano il libro “Le vene aperte dell'America Latina” di E. Galeano, ha dicharato che “mentre il Venezuela comincia un nuovo capitolo della sua storia, gli Stati Uniti mantengono la loro politica per promuovere principi democratici, lo stato di diritto e il rispetto dei diritti umani”. Proprio in questi giorni cade il decimo anniversario dell'inizio della guerra che gli Sati Uniti hanno scatenato in Iraq per portare la loro democrazia.



Fonti: mensile Limes e bimestrale Latino America   

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