Campamento Zapatista en Defensa del Agua del Río Cuautla. Difendere l’acqua, Difendere la vita.

27 / 11 / 2020

Dal 2012, il Fronte dei Popoli in Difesa della Terra e dell'Acqua di Morelos-Puebla-Tlaxcala si è impegnato nella lotta contro il “Proyecto Integral Morelos”, nello specifico, contro la creazione di un gasdotto che attraversa i tre stati, di due impianti termoelettrici (di cui uno già costruito a Huexca, Morelos) e di un acquedotto di supporto per le centrali elettriche. Per la riuscita del progetto sono, inoltre, previste altre opere complementari come l'ampliamento e la realizzazione di strade e la rifinitura di ferrovie che consentono l’agevolazione per il transito di merci nei corridoi industriali. A beneficiare della produzione di energia elettrica e della posa di condotte per gas naturale sono per l’appunto le industrie. La costruzione e la gestione di queste opere sono date in concessione, tra le varie società transnazionali, alle società spagnole Enagas, Abengoa e all'italiana Bonatti S.p.a .

Nei meccanismi che nascondono lo sfruttamento dietro la seduzione del portare sviluppo e progresso nelle aree rurali, si conclama il disegno degli imprenditori di morte che si impongono sul territorio, minacciando la vita delle comunità indigene e contadine, strutturate in un sistema che produce sempre più popolazioni in eccesso e che compongono una umanità spazzatura, abbandonata alla non esistenza sociale. Lo sfruttamento e l'uso della violenza imposta dalle dinamiche capitaliste, hanno tolto la vita al compagno Samir Flores Soberanes il 20 febbraio di quest'anno, un abitante indigeno nahua di Amilcingo. Samir ha combattuto con tenacia e determinazione contro il PIM, favorendo la creazione di una lotta permanente per l’autonomia tramite gli sforzi della Radio Comunitaria Amiltzinko”.

Il compagno Samir è morto nella lotta per l’autonomia e per il diritto alla vita, assassinato dieci giorni dopo essere intervenuto con fermezza in difesa dei popoli colpiti durante un meeting con il presidente López Obrador.

Il presidente era già al corrente che si sarebbe tenuta tale consultazione (nei modi e nel rispetto delle tradizioni e usanze del popolo originario) per mettere in funzione la centrale termoelettrica e, di fronte all'intervento di Samir, decise di definire coloro che resistono al PIM come dei “radicali di sinistra, tradendo ancora una volta la posizione mantenuta durante la campagna elettorale del 2014, in forte disaccordo con il megaprogetto.

La consultazione si è svolta nonostante il dolore per il lutto dell'omicidio del compagno Samir, violando anche l'accordo 169 OIT (Organizzazione Internazionale del Lavoro) in quanto non culturalmente appropriata nel rispetto delle tradizioni e usanze del popolo originario di Morelos.

Avere a che fare con tale situazione non ha impedito al governo messicano e alle transnazionali di scontrarsi con la dignità e l’orgoglio della resistenza dei popoli colpiti. Senza le così dette “terre di sacrificio” le grandi città non esisterebbero e la comunità di Morelos ha più volte ribadito che senza resistenza non ci sarà autonomia, rifiutando di arrendersi nonostante la criminalità, gli omicidi, la prigionia e le torture subite. Per quattro anni, i contadini e le contadine del comune di Ayala (paese natale di Emiliano Zapata e dello Zapatismo) hanno mantenuto un campo di resistenza nella comunità di Apatlaco sulle rive del fiume Cuautla, impedendo l'installazione dei restanti 100 metri dell'acquedotto che si estende per 12 chilometri. Lo scopo di tale impianto è quello di condurre 560 litri di acqua al secondo alla centrale termoelettrica di Huexca per raffreddare le turbine, minacciando e limitando la vita del fiume e la sussistenza agricola degli ereditari di Ayala poiché li priverebbe dell'acqua necessaria per irrigare i loro raccolti.

All'alba di lunedì 23 novembre 2020, la Guardia Nazionale Messicana (polizia militarizzata) ha sgomberato il "Campo Zapatista in Difesa dell'Acqua del Fiume Cuautla" ad Apatlaco, reprimendo ancora una volta, con l'uso della violenza, la resistenza dei popoli di fronte al PIM.

Dopo lo sgombero, la Commissione federale e lo stesso Andrés Manuel López Obrador, presidente del Messico, hanno confermato l’inesistenza di impedimenti legali in riferimento al funzionamento della centrale termoelettrica. Questa decisione arriva nonostante le 19 protezioni attive per mantenere in sospeso i lavori di costruzione della centrale termoelettrica di Huexca, testimoniando il rischio di contaminazione del fiume Cuautla, in quanto in esso verrebbero scaricate le acque reflue, contro il gasdotto Morelos ad Amilcingo e a favore del diritto all'acqua delle comunità contadine contro l'acquedotto.

Nonostante tutto, dopo lo sgombero violento e in totale illegalità, sono iniziati i lavori per completare l'acquedotto e, stando alle minacce del governo federale, avviare la centrale termoelettrica di Huexca a dicembre.

Di fronte alle minacce e all'espropriazione del diritto alla vita, il Fronte dei Popoli manda un appello per sabato 28 novembre ad organizzarsi e condurre delle azioni di solidarietà per esercitare pressioni sul governo messicano e sulle società transnazionali affinché rispettino l'autodeterminazione dei popoli nativi. Adesso è giunto il momento di denunciare e dire basta allo spargimento di sangue dei compagni e delle compagne che difendono il diritto alla vita e l’autonomia del proprio territorio, contro l’imposizione del PIM.

Compromesso, dignità ed un unico destino: LIBERTÀ!

Per saperne di più sulla resistenza del Fronte popolare in difesa della terra e dell'acqua di Morelos, Puebla e Tlaxcala e tenervi informati: https://www.facebook.com/FPDTA.MPT/

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