Onda, Cso Bruno e Filcams sotto il Commissariato del Governo

Trento - Presidio in solidarietà agli arrestati e contro il G8

10 / 7 / 2009

Questo pomeriggio a Trento un centinaio di persone ha aderito all'appello nazionale per richiedere la libertà immediata dei 21 compagni arrestati nell'operazione Rewind e si è recata sotto il Commissariato del Governo.

La giornata di oggi segue l'occupazione del rettorato di martedì scorso, iniziativa che si è svolta sull'onda delle mobilitazioni realizzate in molti atenei italiani. Nel corso del presidio è stato srotolato uno striscione con scritto "L'Onda non si arresta, liber@ tutt@. No G8" ostruendo l'ingresso del Commissariato del Governo.

Di seguito il volantino distribuito dall'Onda trentina, il Centro sociale Bruno e la Filcams del Trentino:

Lunedì notte 21 studenti sono stati arrestati – dodici a Torino, nove a Bologna, Padova e Napoli – su mandato bipartisan del ministro Maroni e del procuratore Caselli, per colpire l’Onda Anomala degli studenti universitari, i movimenti contro il G8, il dissenso sempre più largo verso questo governo. 
Le perquisizioni armi in mano ad altri studenti e i 21 arresti colpiscono esponenti dell'Onda universitaria e attivisti dei centri sociali "colpevoli" di aver partecipato alle giornate di blocco del G8 dell'Università lo scorso 19 maggio a Torino.
In quelle giornate, di fronte all'ennesima militarizzazione dei territori, l'Onda e il movimento si erano opposti a divieti e "zone rosse" articolandosi in un corteo trasversale ed attraverso azioni di blocco-autodifesa. L'Onda aveva smascherato l'illegittimità del vertice di Torino, assediando i rettori all'interno del loro fortino e colpendo ancora una volta i simboli della crisi.

Mercoledì mattina, a Trento, abbiamo deciso come Onda, Cso Bruno e Filcams CGIL di rispondere a questa prova di arroganza, a questa operazione che si sostanzia nella vendetta poliziesca e nell'avvertimento mafioso che il governo lancia a chi manifesta contro il G8, occupando il Rettorato e interrompendo la riunione del Senato Accademico in solidarietà con gli studenti arrestati.
Alla nostra richiesta di solidarietà, come peraltro espressa da altri rettori, il rettore Bassi si è espresso in modo violento dichiarando che “chi mette a ferro e fuoco le città deve essere arrestato immediatamente e non dopo tre mesi”. Di queste affermazioni ne terremo memoria proprio per evidenziare come Bassi per racimolare qualche elemosina a vantaggio della sua carriera personale, si debba prostrarsi al “capo” di turno.

Oggi, venerdì 10 luglio, scendiamo nuovamente in piazza davanti al Commissariato del Governo per richiedere l’immediata liberazione degli studenti arrestati ben consapevoli che il potere poliziesco-giudiziario vuole tentare di dividere il movimento criminalizzando chi si oppone alla crisi.
Crediamo che occorra rispondere a questo attacco affinché non diventi il modo in cui coloro che producono questa crisi, che distruggono i nostri territori con le grandi opere e le basi militari, che impongono con la forza tagli alla scuola e all’università e che ci prospettano un futuro di precarietà e guerra, tentino di risolvere i conflitti sociali che sempre più spesso si innescheranno nel tempo della crisi.
Oggi non lasciare soli gli arrestati, non accettare la militarizzazione della città e la repressione del dissenso, non credere alle fanfare trionfanti di un G8 incapace di dare risposte concrete alla crisi globale, significa riprendere la voglia di lottare per un’università diversa, per un’Italia diversa, per un mondo diverso!
 
Onda Anomala – Centro sociale Bruno - Filcams CGIL del Trentino

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Trento - L'Onda non si arresta. Liber@ tutt@. Srotolato striscione

Trento - L'Onda non si arresta. Liber@ tutt@. Intervento Cso Bruno

Trento - L'Onda non si arresta. Liber@ tutt@. Intervento Onda