Trento- Free Palestine, diritti per tutte e tutti

20 / 3 / 2013

di Enrico Dorigatti, Coordinamento Studentesco Trento.

Sabato, noi ragazzi e ragazze del CSO Bruno e del Coordinamento Studentesco di Trento, ci siamo ritrovati in Piazza Battisti per un presidio informativo e di denuncia sulla guerra Israelo-Palestinese. Nel complesso l'affluenza di gente e' stata buona e le rappresentanti dell'associazione pro Palestina che ci hanno coinvolti si sono dette soddisfatte. Il presidio si e' svolto in modo molto tranquillo, con musica intervallata da brevi interventi al microfono, cartelloni per spiegare i fatti a chi avesse voluto saperne di più e striscioni attaccati in tutta la piazza. Inoltre sulla pavimentazione abbiamo steso degli striscioni bianchi su cui chiunque poteva cimentarsi in un happening artistico per rappresentare a modo proprio, attraverso dei disegni,questo conflitto che prosegue da anni e questi due mondi, quello israeliano e quello palestinese, così vicini ma nel contempo così distanti.

Ma cosa succede di preciso in quella piccola striscia di terra che e' la Striscia di Gaza e nei territori limitrofi? 

Facendo un piccolo riassunto, quando dopo la prima guerra mondiale gli israeliani vogliono rientrare nei loro territori, questi sono occupati dagli arabi. Il conflitto continua ad inasprirsi, scoppia e finisce la II G.M. e ancora non c'e' una soluzione. L' ONU cerca di trovare una soluzione e spezzetta il territorio interessato per assegnarlo un po' agli israeliani e un po' ai palestinesi. Questa suddivisione non viene rispettata e Israele mano a mano si "mangia" il territorio palestinese, ghettizzando la popolazione e lasciandola inerme alle violenze efferate dei soldati dell' esercito di invasione israeliano (che e' uno dei più avanzati al mondo). 

Si arriva, a forza di violenze e lotte impari alla realizzazione della Striscia di Gaza, un territorio delimitato da un muro di cemento che non permette ai palestinesi il passaggio dall'interno all'esterno (se non con procedure, molto spesso inutili, lunghissime e macchinose, che possono durare mesi per un permesso di un giorno o due) mentre gli israeliani hanno il diritto di attraversare i territori indisturbati. Durante questo ultimo periodo di conflitto, la popolazione palestinese, esasperata dalle violenze continuamente subite, si riversa in strada e da il via ad una serie di rivolte popolari (sono sassi e bastoni contro fucili automatici) chiamate singolarmente Intifada e contrassegnate dall'utilizzo della kefiah da parte dei militanti palestinesi. Seguono anche rivolte più violente in cui la popolazione si arma contro Israele.

Al giorno d'oggi le sofferenze patite dal popolo palestinese sono innumerevoli: spesso mancanza d'acqua e dei servizi basilari (sanità, scuole...), innumerevoli divieti (tra i quali il non potersi avvicinare al muro per chilometri per coltivare le terre agricole, pena il fuoco israeliano a vista), mentre i soldati d'Israele spadroneggiano con la popolazione inerme e anche i loro stessi civili compiono atti di violenza (d'altro genere) contro i palestinesi, come per esempio l' occupazione di territori della Striscia in lotti di terra detti colonie, dichiarate illegali ma tutt'ora esistenti, dove i coloni israeliani sono protetti dai loro soldati e usano e abusano delle, risorse già limitate volutamente, di cui dispongono gli abitanti della Striscia. Per concludere Israele continua a effettuare bombardamenti sulla popolazione, dando avvisi di evacuazione che lasciano tra la ricezione dell' avviso stesso e l' inizio dell' attacco, solo pochi minuti. I militanti palestinesi, a questo, rispondono con lanci di razzi artigianali.

Non c'e' dubbio che sia un conflitto impari, in cui ad avere la peggio e' sempre e soltanto la popolazione indifesa. Non c'e' dubbio che i ruoli si siano rovesciati, che gli israeliani, ieri vittime del brutale genocidio della follia nazi fascista durante la seconda guerra mondiale, ora agiscano da carnefici, condannando un popolo ad una vita di stenti. E la cosa più inquietante e' il fatto che l'opinione internazionale, nel complesso non si soffermi troppo su questa guerra. Il perché e' semplice: l' esercito israeliano non è l'esercito d'invasione più all'avanguardia così per caso, ma perché viene usato dalle grandi potenze militari come cavia delle nuove tecnologie. L'intero conflitto e' usato come teatrino di prova degli ultimi ritrovati in campo bellico e la popolazione palestinese e' vista come sacrificabile.

Ad Israele, infatti, vengono fornite tecnologie militari all'avanguardia, in modo che possano essere testate sul campo.

Noi trentini non siamo estranei, infatti, la P.A.T. invia fondi ad una delle tante università israeliana che si occupa di ricerca in ambito militare. Abbiamo lanciato questo presidio per dire no ad accordi che non promuovono altro che violenza,guerra,discriminazione razziale e religiosa. Abbiamo manifestato per fare sentire la nostra voce, per far capire che ci opponiamo fermamente, e continueremo ad opporci, a queste logiche di conflitto.

Siamo convinti e convinte che il dialogo tra le due parti sia fondamentale per il raggiungimento della pace dopo questi lunghi e sanguinosi anni di guerra. Ognuna delle due parti deve capire che su questa strada si va solo incontro alla lenta e progressiva distruzione reciproca.

Continueremo a batterci per questo: diritti per tutti e tutte in Palestina ed Israele!

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trentino responsabile