Taranto - Il sindaco ordina lo sgombero del CloroRosso

Sessanta attivisti irrompono in consiglio comunale, sanzionato l'ufficio del Sindaco

31 / 12 / 2010

Quella di mercoledi 29 Dicembre è stata una lunga ed intensa giornata per il C.S. Cloro Rosso 2.0, una di quelle difficili da dimenticare.

E' inizita alle 9 del mattino con la visita della Polizia Municipale, venuta a notificare lo sgombero entro 10 giorni dalla ex scuola Martellotta, firmata il 27 dicembre dal sindaco Ezio Stefàno, sottrattosi al tavolo della trattativa perchè fuori città per le vacanze natalizie. A dispetto delle rassicurazioni dell'assessore alle politiche giovanili Mario Pennuzzi, che aveva assicurato qulsiasi decisione dell'amministrazione solo in seguito ad un incontro tra le parti, è arrivata, apparentemente inaspettata, la notifica di sgombero.

Immediatamente si sono radunanati nel centro sociale decine di attivisti e si è deciso di irrompere in consiglio comunale per prendere parola. Bisognava rispondere immediatamente all'ennesima presa in giro dell'amministrazione, rea questa volta di essersi negata al tavolo delle trattative pur dichiarando, a mezzo stampa, tutta la volontà di dialogare e di risolvere la contesa. Circa 60 persone hanno occupato il consiglio comunale, la seduta è stata sospesa e gli attivisti hanno preteso l'immediato ritiro dell'ordinanza di sgombero e l'istituzione di un tavolo pubblico di trattativa tra il Cloro Rosso e l'amministrazione comunale, mediato dall'assessore alle politiche giovanili della regione Puglia, Nicola Fratoianni, a conoscenza da tempo dei fatti. E' imbarazzante come una giunta di centro sinistra, dopo tutte le promesse fatte a favore di un lieto fine per la vicenda, e dopo il primo sgombero concordato per dare il via ai lavori di messa a norma, abbia risposto nuovamamente alla rioccupazione simbolica con misure repressive.

I giovani intervenuti in consiglio comunale hanno chiesto la messa al voto di un nuovo ordine del giorno sulla specifica questione CloroRosso-Martellotta. La mozione è stata approvata all'unanimità da maggioranza e opposizione. Il blitz ha portato l'istituzione di una commissione, composta da tre consiglieri, per la gestione di un tavolo pubblico da tenersi nei primi giorni di gennaio, quindi prima che lo sgombero diventi esecutivo.

Conclusosi il Consiglio comunale, gli attivisti hanno consegnato al Sindaco Stefàno un regalo "goliardico", uno dei tufi costati 17000 euro per murare la struttura e devastarne i locali.

La giornata è continuata con la prima iniziativa organizzata nel centro sociale, reso di nuovo attraversabile dopo una settimana, natale compreso, di pulizie ,entusiasmo e tanto impegno. 

Ad inaugurare il nuovo corso delle attività culturali del Cloro Rosso 2.0 è stato Girolamo De Michele che, all'interno della rassegna "Book, Jazz and Wine", ha presentato in anteprima nella sua città l'ultima sua fatica editoriale dal titolo "la scuola è di tutti".

Questo è l'epilogo del primo dei dieci giorni che ci separano dallo scadere dell'ordinanza di sgombero. La nostra determinazione resta sempre la stessa e, come è nella nostra storia, esigiamo una risposta concreta dalle istituzioni per ovviare definitivamente all'emergenza spazi sociali. 

La nostra esigenza di cultura, aggregazione, arte e Politica merita non solo di esistere, ma anche di essere valorizzata dalle istituzioni cittadine.

Non accetteremo mai che tufi e cemento siano la sola risposta dell'amministrazione comunale alle esigenze legittime della nostra generazione già segnata da tante forme di precarietà sistemica.

Centro Sociale Cloro Rosso 2.0 Taranto

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