Sull' occupazione delle Magistrali

Comunicato dei COLLETTIVI STUDENTI ANTIRAZZISTI in merito alle polemiche scaturite dall'occupazione dell'istituto Matilde di Canossa di Reggio Emilia

27 / 3 / 2010

L’ occupazione delle Magistrali è nata dentro alla scuola, da esigenze nostre, dai nostri bisogni in quanto giovani e studenti di questa città.

Abbiamo ragionato su quale modello di scuola stiamo vivendo e su quale modello di scuola vorremmo vivere, poiché ne siamo i soggetti principali e pretendiamo di avere voce in capitolo. Vogliamo prendere parte alla sua costruzione ed esserne il cuore vivo e pulsante, in un momento storico in cui la scuola ci viene sottratta e distrutta davanti agli occhi.

Erano presenti studenti di tante scuole di Reggio Emilia in quanto l’occupazione voleva mettere in luce quei problemi che si manifestano nelle scuole a causa della riforma Gelmini e del disegno di scuola pubblica attivo ormai da anni. Siamo ben coscienti della volontà generale che prevede la privatizzazione della cultura, la possibilità di entrata di partner esterni nella gestione degli istituti, gli accorpamenti di intere aree di insegnamento, con conseguente impoverimento delle offerte formative; per non parlare dei tagli e delle norme sempre più severe che ricadono su studenti (ritorno del 5 in condotta) e professori etc..

La scuola sta divenendo un luogo in cui sviluppare gli interessi economici dei privati e in cui irreggimentare i giovani in vista di un futuro assente di qualsiasi tipo di spirito critico e autonomia personale.

Il problema è di tutti e tocca tutti allo stesso modo. Facciamo tutti parte di questa scuola, ormai svuotata del suo reale significato di confronto e di crescita, in cui noi studenti perdiamo sempre più spazi e diritti e in cui il comportamento di chi gestisce ed amministra è il riflesso, la ricaduta nel concreto e nel quotidiano di quello che è il disegno portato avanti a livello nazionale.

In questo modello di scuola noi non ci ritroviamo. Non vogliamo essere pedine di uno scacchiere economico ideato da chi la scuola non la vive e non la conosce.

Non vogliamo assistere passivi, vogliamo costruire quella che è la scuola che intendiamo noi, noi che la viviamo giorno per giorno e che ne capiamo la reale importanza.

Una scuola costruita anche sui nostri bisogni, sui nostri talenti e sulle nostre prospettive future.

La dura repressione che abbiamo subito e che stiamo subendo tra forze dell’ordine e probabili provvedimenti disciplinari molto pesanti dimostra la volontà generale di mantenere invariata la situazione di degrado attuale, in cui le scuole diventano aziende all’interno delle quali noi studenti siamo la primaria fonte di sostentamento economico, anziché umano.

Sei volanti delle forze dell’ordine e una trentina di agenti pronti ad entrare e sgomberarci con i manganelli; minacce di sanzioni di sospensione per più di 40 giorni per i presunti organizzatori e di 15 per gli altri occupanti. Provvedimenti disciplinari durissimi che non sono mai stati adottati in nessun altra occasione in Italia, per di più in un contesto di occupazione di un solo giorno e senza alcun danno alla struttura.

Questi provvedimenti secondo noi dimostrano la volontà di reprimere qualsiasi voce contraria e dimostrano inoltre l’isteria generale prodotta da anni di gestione securitaria dell’ istituto.

Ribadiamo che chi gestisce le scuole e si proclama educatore è in dovere di ascoltare e non di reprimere.

COLLETTIVI STUDENTI ANTIRAZZISTI

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