State of the Union Address

29 / 1 / 2015

Una settimana fa, Barak Obama ha presentato durante lo State of the Union Address il programma per gli ultimi due anni del suo mandato. Con il Congresso recentemente passato alla maggioranza conservatrice, Obama incentrerà la politica interna su un programma di rafforzamento della classe media e sul rifiuto della trickle down economy: come alcuni osservatori hanno commentato, un passo verso una visione dello stato e una politica più centriste che fino alla Reagan Revolution, ossia fino agli anni '60, erano pratica diffusa nel paese. Affermando che la maniera migliore per garantire la crescita dell'Unione è consentire a tutti di esserne partecipi data una base comune garantita, Obama ha evidenziato la necessità di abbassare le tasse ai lavoratori garantendo loro allo stesso tempo le tutele necessarie in un mercato del lavoro in costante mutazione e fortemente liberalizzato; Obama ha anche affermato che procederà per spingere una maggiore tassazione dei redditi elevati e l’attuazione di modifiche legali che permettano di tassare capitali accumulati. Ha poi comunicato di essere in dialogo con la metà dei produttori manifatturieri per negoziare il rientro dei mezzi di produzione dislocati all'estero, in particolare in Cina.

Obama ha esposto il proprio programma spiegando che questo sarà strutturato attorno ad un rafforzamento di tutele per l'infanzia e le famiglie con bambini, sia in termini di assistenza economica che in termini di servizi garantiti ai nuclei a reddito medio-basso. Ha espresso poi la determinazione a intervenire attraverso leggi a livello federale che obblighino a istituire il congedo pagato per maternità e malattia, estendendo i risultati del referendum che lo scorso novembre ha introdotto questa garanzia in alcuni stati del paese, come pure la volontà di tutelare l'uniformità delle paghe di lavoratrici e lavoratori, spingendo affinchè i salari delle prime siano portati sulle quote di quelli percepiti dai lavoratori. Ha insistito sull'estensione e il rafforzamento dell'assicurazione sanitaria accessibile e garantita a tutti, come pure sul rafforzamento delle leggi relative all'aumento del salario minimo, questione che ha caratterizzato le lotte in numerose parti del paese durante tutto l'anno passato. 

Il tema della casa è stato toccato, come pure quello delle pensioni, come punti rilevanti di una politica di rafforzamento della base del paese; lo stesso vale per un irrobustimento dei sindacati dei lavoratori attraverso leggi apposite. L'implementazione di politiche a sostegno della classe media e dei redditi deboli è stata poi collegata da Obama al piano di riportare i community college ad uno stato di gratuità completa, in maniera tale che sia garantito l'accesso a competenze tecniche costantemente aggiornate, così da assicurare l'accesso a lavori con salari più alti a persone che per mancanza di mezzi per accedere all'educazione superiore mantengono occupazioni sottopagate e dalle garanzie (pensionistiche e sanitarie) pressoché nulle, anche considerato che “alla fine della decade, due lavori su tre richiederanno un diploma di educazione superiore.” 

I community college servono il 40% della popolazione studentesca e Obama sostiene la necessità di rafforzare i legami tra queste scuole e i datori di lavoro locali, in maniera tale che gli studenti possano essere facilmente inseriti nella filiera lavorativa in lavori a buon reddito nei campi, ad esempio, dell'informatica, la sanità e la robotica.

In generale, per quanto riguarda la politica interna lo State of the Union Address di Obama sembra andare in direzione del recupero di dinamiche di tutela sociale che gli ultimi quarant'anni del novecento aveva smantellato, e sostituito con sviluppo della War on Drugs, dell'espansione del complesso industriale carcerario nazionale e in generale di politiche e pratiche di vittimizzazione, contenimento e impoverimento sistematico di una parte consistente della popolazione statunitense. La retorica e gli obiettivi dell'Address si mantengono comunque su un piano cauto, fortemente integrato a un discorso che associa tutele sociali a produttività e concorrenzialità, e distante dall'affrontare esplicitamente le questioni di esclusione strutturale endemiche al tessuto sociale e produttivo americano, mantenute palesi, in tempi recenti, dal movimento blacklivesmatter.com. Grossi assenti dall'Address sono state le tematiche dell’immigrazione e del contenzioso sulla sicurezza pubblica.ps. 

L'idea di Obama sui community college è interessante per comprendere alcune dinamiche della politica economica americana. Nel paese, è pratica comune che parte della popolazione usufruisca dei servizi educativi per inserirsi o re-inserirsi nel mondo dell'educazione e/o del lavoro a qualsiasi età, non a caso Obama ha insistito sulla necessità che i community college incontrino le esigenze di giovani come pure di veterani o persone fuoriuscite da altre realtà lavorative. Questo (re)inserimento avviene spesso attraverso l'iscrizione a istituti pubblici (community college) o privati (scuole tecniche spesso ma non sempre create dalle aziende, un tempo pubbliche e chiamate junior college). 

Attualmente, gli stati destinano ingenti borse di studio per coprire le tasse di iscrizione e i costi dei corsi soprattutto agli istituti privati (le spese di iscrizione sono in alternativa pagate dai fruitori attraverso l’apertura mutui studenteschi, in teoria da ripagarsi una volta in possesso di un reddito, ed estremamente vincolanti in termini di progettualità futura).

La questione del mercato dell'educazione privata che negli USA attinge ampiamente agli aiuti statali per borse di studio fornendo servizi molto costosi e spesso svincolati da un effettivo riscontro professionale (per non parlare della possibilità di interazione nel territorio) è peraltro estesa e problematica, e trova un bacino ideale di “consumatori” precisamente nei gruppi maggiormente esclusi dal ciclo produttivo americano; la gratuità dei community college si opporrebbe a questa dinamica, tutelando le fasce più deboli della popolazione con la garanzia di accesso a titoli che assicurano l'occupazione, quindi rendita e tutele.Vari commentatori e attivisti che provengono da realtà legate all'istruzione pubblica americana osservano come la revisione dei bilanci dei community college per riportarli ad una gratuità completa stia già mettendo alcuni istituti nelle mani di tecnocrati federali. 

Le conseguenze sono interventi sul budget che portano a sfrondare e semplificare i programmi offerti dalle scuole, strutturandoli unicamente su una base competitiva, concentrando test di ingresso e curriculum su e in funzione di preparazione di manodopera qualificata disponibile a lavorare per aziende o grossi complessi corporativi. Questo naturalmente, nella realtà neoliberista americana, sarebbe funzionale a giustificare la gratuità dell'istruzione attraverso il suo renderla competitiva nel mercato del lavoro ma soprattutto all'interno dello stesso mercato dell'istruzione, un vorace ecosistema a se stante.

Le posizioni di attivisti e intellettuali che attaccano la discriminazione strutturale e istituzionalizzata del paese, evidenziano in che modo, e per quali gruppi, le garanzie e tutele di base NON siano poste in atto a priori (nella pratica come nel discorso pubblico e nel senso comune), cioè prima di una qualsiasi modifica integrata al paradigma produttivo che richieda di passare per la professionalizzazione, per ottenere solo in un secondo momento il riconoscimento delle tutele di base, dalla sanità, alla casa e all'istruzione (per non parlare del contenzioso su sicurezza, incarcerazioni, rapporto tra forze dell’ordine e comunità). 

Questa logica rende naturalmente molto complesso per una parte della popolazione lo sviluppo di progetti che colleghino istruzione pubblica a necessità e desideri propri ed “altri,” rendendo spesso impossibile bypassare i grossi complessi produttivi, con i quali per l’appunto si finisce col negoziare costantemente politiche più inclusive e meno discriminatorie.

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