Un'iniziativa della Fabbrica di Nichi Rimini

Rimini - Oltre il 15 ottobre, costruiamo l'alternativa

Ven. 4 novembre ore 20.30 Sala Buonarrivo C.so Augusto 271 c/o Provincia di Rimini

1 / 11 / 2011

Il 15 ottobre non siamo andati a Roma per fare una “scampagnata”.
Eravamo in centinaia di migliaia a sfilare per le strade, e in rappresentanza di milioni di cittadini, per rivendicare il diritto di vivere in una società “migliore”, dove la finanza non può, non deve imporre una politica sociale in nome dei mercati.
“Noi il debito non lo paghiamo” “democrazia reale ora” “people of europe, rise up” “noi siamo il 99%, voi l’1%” “united for global change” solo alcuni degli slogan e degli striscioni che urlavano il nostro desiderio di alternativa. La nostra esigenza.
La dinamica dei fatti avvenuti quel sabato, una diversa scelta e modalità di stare in quelle strade e piazze imposta ai più, le cariche violente a San Giovanni hanno zittito la voce di tutti quelli che volevano urlare, da Roma e in contemporanea con centinaia di altre città nel mondo, la propria indignazione.
Ma quella voce non può essere soffocata né dalla violenza della polizia, né dalle scelte imposte da altri, né dalla vioelnza mediatica.
Le ragioni che ci hanno spinto a promuovere e a partecipare a quella manifestazione globale sono oggi, alla vigilia di ancora nuove manovre finanziarie di “lacrime e sangue”, ancora più valide e per questo meritano di essere ascoltate.

La Fabbrica di Nichi di Rimini promuove un dibattito pubblico
“oltre il 15 ottobre: costruire l’alternativa”
- Ven. 4 novembre ore 20.30 Sala Buonarrivo C.so Augusto 271 c/o Provincia di Rimini con:
Marco Furfaro - responsabile nazionale delle politiche giovanili Sinistra Ecologia Libertà
Maria Pia Pizzolante – portavoce nazionale TILT!
Fabio Pazzaglia – consigliere comunale Rimini SEL-FareComune
Manila Ricci – Lab.Paz Project - Global Project Rimini
introduzione di:
Agnese Cossa e Dino Di Pierro

Discutere insieme di welfare, movimentismo, protagonismo, e ancora di beni comuni, di reddito minimo e garantito, primarie.
Tutte le voci di quei cittadini indignati, precari, dipendenti, pensionati, giovani, hanno il diritto e meritano di essere ascoltate: perché le persone non sono in debito!

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