Rimini - Dopo il 17 novembre. Lettera al Sindaco

Spazi sociali, trasporti, reddito, proposte fattive e una domanda, da che parte sta?!

21 / 11 / 2011

Alla cortese attenzione del Sindaco di Rimini

Andrea Gnassi

Giovedì 17 novembre, nella giornata internazionale del diritto allo studio anche Rimini, così come tante altre città italiane, ha visto attraversare le proprie strade da tanti studenti e studentesse che non si sono limitati a vivere questa data come una mera ricorrenza, ma vista l’attualità e la gravità di una crisi strutturale di sistema e delle politiche adottate da questo governo basate unicamente sui tagli e sulla compressione dei diritti, hanno deciso di riempire la giornata di tanti contenuti e tematiche che vivono quotidianamente sulla propria pelle. Circa 300 gli studenti che questa mattina sono scesi in piazza a Rimini per dire no ai tagli alla scuola ma anche per rivendicare il proprio diritto allo studio, l’importanza di avere uno spazio sociale autogestito dove dar vita alle loro idee e all’interno del quale costruire, insieme alle altre realtà cittadine sensibili al tema, un’ alternativa all’attuale modello di società in forma cooperativa e nuova. Si è ribadito inoltre il diritto ad una mobilità sostenibile per tutti e tutte e la contrarietà all'inutile opera del TRC, oltre all’attualità e all’importanza dell’antifascismo tra i giovani: tematiche, queste, che sono state affrontate durante tutto il percorso del collettivo degli studenti.

Portiamo avanti la lotta per il diritto alla mobilità perché ci siamo trovati ad affrontare un rincaro dei prezzi dei biglietti da 1.00 euro a 1,20-1,50 euro, aumento che ovviamente si è abbattuto anche sul costo degli abbonamenti, che hanno raggiunto prezzi altissimi. Un rialzo che però non è stato affiancato da un miglioramento del servizio offerto. Le conseguenze di questi rincari vanno a colpire le fasce più deboli della
società a partire da noi studenti e dalle nostre famiglie, costrette a pagare il costo di questa crisi e di questi tagli. Oltre all'aumento del biglietto e degli abbonamenti, il trasporto pubblico è stato diviso in zone, con la conseguenza di ulteriori tagli alle corse degli autobus e un ulteriore rincaro per chi abita fuori dalla zona del centro. Alcuni studenti sono costretti addirittura a pagare ben 3 abbonamenti per arrivare a scuola!
Abbiamo ritenuto inoltre di esprimere la nostra contrarietà ad una megaopera inutile come il Trasporto Rapido Costiero non per conservatorismo o perché non vogliamo il progresso, ma proprio perché riteniamo che il progresso e una mobilità sostenibile nascano dalla riconversione dell'esistente, dalla promozione spinta del TPL (Trasporto Pubblico Locale) contro quello privato delle automobili, dalla valorizzazione e dall’implementazione della linea ferroviaria, del bike e car sharing. Il TRC è l'anticamera della privatizzazione del TPL se per realizzarlo è necessario un mutuo e dentro la crisi saranno i più deboli a risentirne.

Il TRC andrà a gravare, inoltre, ancora una volta sulle tasche dei cittadini (il costo complessivo della sua realizzazione si aggira per ora sui 150 milioni di euro ma siamo sicuri aumenterà) e allo stesso tempo non comporterà un miglioramento né del trasporto locale né delle emissioni tossiche e tantomeno risponderà alle esigenze dei cittadini e del distretto turistico poiché andrebbe a coprire una tratta minore rispetto a quella effettuata dall’attuale autobus numero 11, magari in un tempo più breve, ma con dei risvolti negativi quali l’aumento dell’inquinamento e una diminuzione del servizio offerto ai cittadini, con una riduzione delle fermate pari al 70% rispetto a quelle garantite dall’attuale linea 11. Per non parlare poi degli inevitabili disservizi e disagi causati dalla presenza dei cantieri necessari alla costruzione dell’infrastruttura, oltre agli ulteriori soldi che il l’Amministrazione pubblica si troverà a sborsare ai cittadini per l’espropriazione dei terreni sui quali verrà costruito il TRC (questo sorgerà infatti a monte della linea ferroviaria, dove sono presenti abitazioni).

Per affrontare almeno in parte questi problemi ci siamo resi promotori, così come tanti altri studenti e studentesse in altre città, di un’iniziativa chiamataticket-crossingche ha come obiettivo il riutilizzo dei biglietti già obliterati ma non ancora scaduti, servendosi di diversi punti di raccolta nei punti nevralgici del trasporto pubblico nella città. Un’iniziativa di autorganizzazione e cooperazione dal basso per cercare di rispondere ai costi della crisi, utilizzando a pieno il tempo di validità del biglietto, dal momento che abbiamo notato che molto spesso i biglietti vengono utilizzati solo una decina di minuti, quando ne valgono 90.
Proprio al termine del corteo odierno, in un incontro positivo con due dirigenti della Tram di Rimini abbiamo avuto l'occasione di presentare e di confrontarci su alcune istanze che riguardano gli studenti da vicino, come il rincaro dei biglietti e abbonamenti proponendo agevolazioni tariffarie in base alle fasce di reddito. Ciò per mettere in evidenza come la nostra non sia una contrarietà sterile e a prescindere riguardo il nodo della mobilità piuttosto che altre tematiche che ci riguardano o che interessano la nostra città ma che al contrario, di fianco alla contrarietà, sappiamo porre anche altre soluzioni, percorrendo un agire costituente, prendendo esempio da quel grande movimento contro la privatizzazione di un bene vitale come l’acqua, che alla contrarietà della privatizzazione e del profitto su un bene comune, ha saputo creare e produrre leggi, stati giuridici e cultura. In quest’ottica pensiamo ad esempio che i costi per la realizzazione del TRC potrebbero essere destinati al ripristino degli assegni di cura o ad altri sevizi del welfare locale così violentati dallo strozzinaggio del debito pubblico e delle imposizioni della BCE.

Chiediamo come Collettivo studenti che si crei e si produca una diversa politica intorno al governo della nostra città, una politica che metta in primo piano la res-publica e le istanze promosse dalla cittadinanza nell’epoca della crisi e la loro sovranità; una politica che sia in grado di valutare quando un’opera infrastrutturale sia davvero utile ai cittadini o quando invece la sua realizzazione non sia funzionale solamente agli interessi di pochi; un governo del territorio che attraverso il confronto con la cittadinanza possa gestire al meglio i finanziamenti sempre minori che le amministrazioni comunali ricevono a livello statale, cercando di agevolare l’uscita dalla crisi. Quello che proponiamo in particolare in materia di mobilità sono abbonamenti in base alla fascia di reddito delle famiglie e agevolazioni per gli studenti. In tutto il mondo sta crescendo un movimento che vuole costruire un'alternativa a questo sistema, in Italia e a Rimini anche. Dobbiamo riprenderci in mano il nostro futuro, costruire un'alternativa reale, perché il nostro futuro di tutti e tutte noi è una cosa seria, riguarda le vite di migliaia di cittadini e cittadine che abitano in questo territorio.

Lo scorso weekend, nella data di mobilitazione globale lanciata da #occupywallstreet (11.11.11), anche noi studenti siamo scesi in piazza insieme ai DraghiRibelli ed eravamo presenti alla tre giorni di accampada sotto i portici del Comune. Abbiamo condiviso così con altrila necessità, come emerso in numerose momenti (compreso le primarie per il Sindaco), che anche a Rimini si attivi un percorso virtuoso per la conquista di uno spazio sociale autogestito all’interno del quale dare vita alle nostre idee e ai nostri desideri, ad una cultura accessibile a tutti e comprensibile, ad un welfare che parta dai bisogni e dalla cooperazione sociale libera dai profitti, a dare forma concreta – in buona sostanza - all’alternativa che stiamo e vogliamo costruire e realizzare insieme a tante e tanti contro il violento governo della crisi.

Siamo certi che questi sono problemi che dovrete affrontare anche voi nei prossimi mesi, avrete due strade da scegliere o quella della legalità formale agita contro i cittadini a difesa delle lobby e dei diktat finanziari, o quella della giustizia sociale, dell'equità e della partecipazione. Altre soluzioni non si intravedono.

Noi naturalmente lavoriamo per la seconda opzione, per un'uscita dalla crisi che parli di beni comuni, difesa dei nostri territori, creazione di nuove forme di welfare in particolare per le fasce sociali (giovani, precari, inoccupati) non tutelate dall’attuale sistema di ammortizzatori sociali incentrati unicamente sul lavoro garantito, con la realizzazione di un reddito di cittadinanza universale e incondizionato (a livello locale ad es. utilizzando i fondi derivanti dalla tassa di soggiorno) come avviene peraltro già in molti paesi dell'UE tranne che in Grecia e in Italia. È giunto il momento di scegliere da che parte stare, dalla parte della rendita o da quella della vita. Speriamo che le nostre parole e riflessioni siano messe a valore dal ruolo che lei ricopre. La nostra generazione non si arrenderà alla rassegnazione e alla shock economy.

I più cordiali saluti.

19 Novembre 2011Collettivo studenti Rimini

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