S.Co.Re #2

Reggio Emilia - S.Co.Re, le nostre vite non sono all'asta!

Contestata l'iniziativa "Acquisto all’asta - Un modo alternativo e sicuro di comprare casa" organizzata dal Consiglio Notarile di Reggio Emilia con il patrocinio di Consiglio Nazionale del Notariato e Comune di Reggio Emilia

7 / 12 / 2013

Questa mattina S.Co.Re è tornata in città, questa volta per contestare l'iniziativa organizzata nella Sala Rossa del Municipio dal Consiglio Notarile di Reggio Emilia con il patrocinio di Consiglio Nazionale del Notariato e del Comune di Reggio Emilia intitolata "Acquisto all'asta - Un modo alternativo e sicuro di comprare casa".

L'iniziativa si presenta come una bassa speculazione su chi la casa l'ha persa a causa di questa crisi, che prima gli ha tolto il lavoro e poi un tetto sopra la testa. Invece di occuparsi della fascia più estesa della popolazione attuando una politica di blocco degli sfratti - che, dati alla mano, sono aumentati del 22,8 % in Italia e a Reggio Emilia sono stati 727 solo nel 2012 - e dei pignoramenti, il Comune vede una ghiotta opportunità per quella fascia della cittadinanza e dell'imprenditoria che sulla crisi ci ha guadagnato e continua a guadagnarci.

Invece di leggere il boom di case pignorate e messe all'asta come il monito di una morosità sempre più frequente dettata dall'impossibilità di mantenere un tenore di vita sostenibile all'interno della crisi, vengono usate dall'establishment e gruppi d'interesse correlati sempre le stesse parole d'ordine: rendita e profitto, mal celate dietro la bandierina della legalità che affama e sgombera.

Una scelta netta, quella del Comune, di schierarsi con i soliti noti che speculano sulla crisi e su chi la subisce: banche e palazzinari.


Di seguito il comunicato distribuito:

BOOM DI CASE ALL’ASTA

MIGLIAIA DI SFRATTI E PIGNORAMENTI

LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE NON E’ MAI SAZIA

Oggi sabato 7 dicembre presso una delle sale del Comune di Reggio Emilia, viene ospitato un seminario con la partecipazione di notai, del presidente del Tribunale, associazioni dei consumatori  nonché di esponenti del governo cittadino, su come acquistare all'asta gli immobili.

Mascherata come incentivo per il rilancio dell’economia del mattone, ormai in stallo dall'inizio di questa crisi, (anche a causa di una sovrapproduzione di nuove case) l'iniziativa patrocinata dal Comune e del notariato di Reggio Emilia si presenta come una bassa speculazione su chi la propria casa l'ha persa a causa di questa crisi, che gli ha tolto dapprima il lavoro e poi un tetto sopra la testa, magari sudato con anni di sacrifici.

L'obiettivo dell'incontro è chiaro se si legge l'incipit del volantino, che inneggia ad un “boom di case sfitte” e a come i notai della città possono insegnarci come acquistarle all'asta facendo così dei veri affari.

Le scelte operate dalla giunta comunale delineano la volontà di promuovere una campagna che a tutti gli effetti incentiva un processo di sfruttamento e speculazione da parte di pochi ricchi palazzinari ed enti privati come le banche, ai danni di coloro che si sono visti sottrarre la propria casa.
È l'ennesima prova di un modello di sviluppo volto solo a riempire le tasche di pochi gravando sulle spalle della popolazione, il proseguimento di un processo iniziato con la costruzione del ponte di Calatrava, della Stazione Medio Padana passando per il parcheggio di Piazza della Vittoria.

D’altro canto troviamo spesso indignazione sui quotidiani locali per persone che avendo perso la casa, dormono in scantinati e case abbandonate, la risposta dell’amministrazione è spesso un intervento delle forze dell’ ordine che spostano il problema in altre zone della città e dopo qualche mese la procedura si ripete senza nessun vantaggio ne per chi vive in strada né per chi ha queste situazioni sotto casa. Si continua a vedere l’effetto e non si apre gli occhi sulla causa spendendo molti più soldi rispetto a un welfare incisivo.

Il boom di case pignorate e messe all’asta è il monito di una morosità sempre più frequente dettata dall'impossibilità di mantenere un tenore di vita sostenibile all'interno della crisi. Solo nel 2012 i pignoramenti sono aumentati in Italia del 22,8 %. ( fonti ADUSBEF) e Reggio Emilia non è da meno.

Dovrebbe essere il Comune a farsi carico degli acquisti delle case pignorate e attuare un processo di reinserimento lavorativo e abitativo per precari e disoccupati. E’ sempre più palese che anziché attuare una politica di blocco degli sfratti e dei pignoramenti o la requisizione di appartamenti a palazzinari, l'interesse cardine sia sempre quello di favorire quell’ 1% della popolazione che “investe”, dimenticandosi della base portante della città, il restante 99%.

Con il famoso piano regolatore Malagoli si è innescato un processo di cementificazione che ha stravolto la città, con un aumento smisurato dei nuclei abitativi e delle aree abitabili, che sono ovviamente in stallo, per l'inevitabile mancanza di acquirenti, prova di una pianificazione che non tiene conto delle reali necessità della città, ma che ha invece riempito le tasche dei palazzinari e speculatori immobiliari che hanno continuato a costruire delle scatole vuote e che con questi acquisti all'asta, giocati al ribasso, potranno continuare a far crescere i loro tesoretti.

Fuori la speculazione dalle nostre vite, la casa è un diritto universale e non un privilegio di pochi! Non staremo a guardare!

Lab Aq16 / S.Co.Re - Spazi Contro la Rendita

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