Padova - 25n Assemblee nelle scuole nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne

26 / 11 / 2013

Dopo l’occupazione del Palazzo della Ragione, avvenuta il 23 novembre scorso, per protestare contro la Legge 119, sono continuati gli interventi di Q-Generation, collettivo del CSO Pedro riguardante l’ambito delle questioni di genere, sulla tematica della violenza sulle donne.

Nella giornata del 25 novembre, abbiamo fatto una scelta ben precisa: non volevamo che fosse una data utilizzata in maniera vuota o celebrativa e men che meno che potesse essere  strumentalizzata ipocritamente per un qualche scopo che nulla avesse a che fare con azioni reali e costruttive.

A differenza di chi crede che per risolvere il problema del femminicidio sia sufficiente aumentare le pene per i reati commessi ed i controlli sulla libertà personale e collettiva, noi ci siamo preoccupati di ciò che “c’è prima”di un’azione violenta, del substrato culturale che produce pericolosi stereotipi che “legittimano” svariate forme di ingiustizia persistenti e che fomenta rapporti di dominio tra gli esseri umani, su basi sessiste, etniche, economiche, religiose, ecc.

Dato che esattamente questa stessa legge cosidetta “antifemminicidio” che stiamo contestando, non offre alcun tipo di finanziamento diretto al lavoro di prevenzione, di educazione e alla garanzia dell’accessibilità ai servizi, abbiamo cercato d’intraprendere questa strada realizzandola dal basso.

Abbiamo pensato che fosse necessario riempire questo spazio lasciato vuoto dalle istituzioni, proponendo  spunti di riflessione ai/alle  giovani e giovanissimi/e per rompere gli schemi e stimolare la possibilità di avere uno sguardo diverso e sensibile su una questione tanto delicata da non poter essere semplicemente, comodamente e riduttivamente  solo “normata”, laddove si tratta di relazioni umane.

Siamo stati felici di essere ospitati all’interno delle assemblee d’istituto di due istituti superiori di Padova, circondati da centinaia e centinaia di studenti e studentesse con cui abbiamo discusso a lungo, scambiandoci opinioni, in un’atmosfera di palpabile interesse e curiosità.

Le assemblee infatti sono state molto partecipate, e sono emersi punti di vista talvolta anche lontani tra loro, ma il tutto si è svolto in maniera libera e con grande rispetto ed ascolto reciproco.

Abbiamo proposto, in particolare, un’attività interattiva al fine di rendere più comprensibile la diversa gradualità e qualità che può avere un’azione violenta, perché spesso la violenza esplode sotto varie forme e dopo un’escalation di cui è facile sottovalutare i primi segnali. L’attività prevedeva di avvicinarsi ad una linea centrale che rappresentava un ipotetico “picco di violenza”, tanto quanto l’affermazione letta dalle conduttrici fosse stata considerata violenta.

Parecchia ma produttiva la confusione su quanto sia potenzialmente ampio l’orizzonte dell’autodeterminazione (in questo caso) femminile, stimolante e sincero il dibattito e la voglia di capirci qualcosa in più, le soluzioni possibili, il desiderio di non adeguarsi più al già dato.

A seguire, il video della giornata con alcune interviste.

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