No G8 - Appello delle Comunità Resistenti delle Marche

20 / 6 / 2009

Le Comunità Resistenti delle Marche fanno proprio l’appello contro il G8 lanciato dall’assemblea nazionale del 1° giugno tenutasi nel capoluogo abruzzese colpito dal sisma. 

“L’Aquila e le altre, oltre il g8” coglie il segno della rinnovata forza e intelligenza collettiva dei movimenti nell’interpretare e misurare la trasformazione del presente al tempo della crisi.  

Sono i bisogni e i desideri reali che attraversano i territori ad alimentare nuove forme del conflitto, a dar vita a movimenti che provano a ricomporre dal basso il legame sociale e cooperante delle nostre comunita'. Comunità in resistenza che con i colori dell’autonomia e dell’indipendenza disegnano nuove istituzioni del comune. 

E’ questo segno che ritroviamo nell’itinerario tracciato dalla contestazione ai G8 tematici, nella centralità riconosciuta al protagonismo dei migranti, dei precari della formazione e della ricerca, delle soggettività attive sul terreno di rivendicazione del diritto al reddito e alla casa, di quanti si oppongono ai nuovi dispositivi securitari. 

Lo stesso segno della dignità testimoniata dalla straordinaria reattività delle comunità abruzzesi, che senza piegarsi all’emergenza, tentano di rovesciarla contro chi ne vuole fare un esperimento autoritario.  

E’al loro fianco che condivideremo la battaglia per la ricostruzione sociale e sosterremo le iniziative che realtà sociali abruzzesi e le popolazioni sfollate autonomamente individueranno le per le giornate del vertice.  

Anche dalle Marche rilanciamo l’appello a una mobilitazione diffusa che attraversi tutte le città italiane ed europee, le capitali degli otto grandi.  

Le porte d’oriente del nostro territorio soffrono di una ferita aperta, che non si rimargina, che giorno dopo giorno gronda il sangue delle centinaia di migranti e richiedenti asilo che incontrano la morte sulle sponde dell’Adriatico. 

I movimenti sociali marchigiani, le esperienze di autogestione, l’associazionismo per la cooperazione e i diritti di cittadinanza, le reti contro la devastazione e la speculazione, lanciano una grande giornata di iniziativa al porto di Ancona per il fine settimana in concomitanza con le date del summit. 

Una Giornata Senza Frontiere: un giorno per recuperare alla città di Ancona lo spazio negato del porto, per liberarlo dalle barriere e dalle gabbie dove si infrangono i desideri di libertà di centinaia di esseri umani: uomini e donne che affermano, col sacrificio della loro vita, la nuova cittadinanza globale e solidale.

Una Giornata Senza Frontiere nel segno dell’autonomia e dell’indipendenza dentro e contro la crisi dell’impero, quell’indipendenza che sabato 4 luglio a Vicenza decreteremo insieme al popolo No Dal Molin per liberare la terra dalle basi di guerra e restituirla alla dignità del comune. 


Comunità Resistenti delle Marche contro il G8
  

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