Nemmeno i marines scalfiranno la resistenza civile di Terzigno

"I figli non si pagano" dice Filumena Marturano Questo affermano pure i cittadini anti-discarica

25 / 10 / 2010

Si ordina l' apertura della più grande discarica di rifiuti in Europa nel parco Vesuviano, in zona già gravata da uguale servitù. L'atto non è firmato dal comando di piazza di una truppa di occupazione straniera, ma dalla più screditata autorità pubblica di uno stato di diritto. Fraintesa la nozione di stato sovrano, ritiene di poter ridurre dei cittadini a sudditi di un impero d'oltremare. Dopo promesse affidate alla durata delle cronache del giorno dopo, e alla misericordia del vento, l'autorità si ripresenta su piazza affidando al suo luogotenente il pacchettino di soluzioni da quattro e quattr'otto.

Evidente la sproporzione tra i due termini: le ragioni di una rivolta per legittima difesa e l'incaricato dell' affare. Un protettore civile deve proteggere con metodi civili: ha invece praticato sul posto l'invio di truppe e metodi militari. Stavolta non bastano più, nemmeno se richiamano effettivi dall'Afganistan smonteranno la vera protezione civile decisa dai cittadini di Terzigno e di altri comuni. È interamente loro il diritto a proteggersi da comunità civile contro la discarica subìta e quella gigantesca e prossima. Già la prima è da sanare.

È certo che produce danni fisici. Non solo a Terzigno, è gran parte del sistema di trattamento dei rifiuti a produrre le micidiali nanoparticelle. Si nega ufficialmente l' evidenza, perchè non si adoperano, intenzionalmente, rilevazioni adatte a intercettarle. Sta di fatto che nel raggio di discariche e impianti di smaltimento si concentrano leucemie,neoplasie e altre maledizioni. Contro questa evidenza statistica e scientifica si compatta la barriera dell'omertà ufficiale, più serrata di quella mafiosa. E' la dannata contropartita dell' economia dell' abbondanza: la nuova peste, prodotta dagli scarti mal trattati, che produce bubboni dentro anzichè in superficie. Questa unità di grandezza del malanno è al di fuori della portata di un vicerè di già provata approssimazione. Si fa gran caso e grancassa intorno ai pericoli della criminalità comune, si gonfiano mongolfiera modesti episodi di cronaca nera. Si istiga un bisogno artificiale di maggior sicurezza.

In questo modo si distrae e si dirotta allarme dalla nuova peste, negata e nascosta, che invece comporta la più rovinosa aggressione alla incolumità pubblica. A Terzigno come già in Val di Susa, una comunità, tutta e intera, si batte per il diritto non trattabile alla vita, alla salute, all'aria, almeno quella pulita. Niente significa la promessa, con l' aiuto del vento, di liberare il naso da umori nauseanti: resta ammorbata l' aria intorno a una discarica, pure se sa di prosciutto e fichi. Terzigno si batte all'unanimità di vite, età mestieri differenti ricorrendo all' estrema risorsa di opposizione, dopo averle sperimentate invano tutte: la rivolta. Non cederanno,anzi. Sono arrivati all'ultimo gradino della penitenza, da lì si è schiacciati o si vince. Chiamano "Rotonda della Resistenza" lo svincolo che smista vie a Boscoreale. Condivido e aggiungo : No pasaràn. Non passerà l'autorità che chiama emergenza l' effetto della sua incompetenza. Non passerà l' arbitrio di degradare una comunità a lazzaretto. Non passerà nessuna misura imposta con la forza, che ormai non è giusto definire pubblica. E' di parte e di una parte che ha torto. Parte lesa è Terzigno che ha preso in mano il suo destino e non se lo fa più spupazzare. Magnifica è già stata la loro pubblica respinta di indennizzi e compensi.

«I figli non si pagano», dice Filumena Marturano. Così dice pure Terzigno. A Napoli intanto cresce la temperatura a dispetto dell'autunno inoltrato. Appartengo per nascita a quella gente accampata sotto un vulcano attivo. Conosciamo lunghissime pazienze e fuochi spenti. Ma quando arriva al bordo la colata di collera, la città si ritrova densa e compatta come lava. Nessun sismografo l' avverte quando è pronta e allora guai a chi tocca.

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