Tratto dal blog dell'ass. Rumori sinistri

Nella città di Florentina. Lavoratrice stagionale morta in un hotel

Primo report del viaggio di Sandra Polini (attivista ass. Rumori sinistri e delegata ADL Cobas) in Romania

28 / 9 / 2013

Sandra Polini (attivista della nostra associazione e delegata ADL Cobas) si è recata in questi giorni presso la città di Comasca, la città di Florentina. Il viaggio si è reso necessario per raccogliere la firma del marito di Florentina sulla delega-procura speciale all'avv. Raffaele Pacifico che collabora con Adl Cobas, e che si occuperà di seguire la vicenda in sede giudiziaria. Lo scopo dell'assistenza legale non è quello di sostituirsi agli inquirenti, ma di rappresentare gli interessi di Florentina e della famiglia, per restiruire dignità ad una persona su cui si sono dette tante cose, per dar voce ad una donna, trovata morta in un albergo il 19 settembre 2013, che non può più difendersi.

Nelle strade della città di Florentina
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Comasca, una manciata di chilometri al confine con la Bulgaria, dove Florentina viveva.
L'impatto visivo è quello di un territorio molto povero. Molto più di quello che abbiamo incontrato al nord nel distretto di Cluj. In questa provincia, quella di Giurgiu, emerge un dato impressionante le persone che hanno un'occupazione stabile sono solo il 15%.
Il Danubio segna il confine con la Bulgaria, un paese molto più ricco, dice Vasil, il giornalista
che ha stabilito i primi contatti con la famiglia di Florentina e che mi ha accompagnato in questo viaggio.
Comasca è una campagna sterminata e "disordinata", la povertà e l'arretratezza la intuisci anche da come sono disposti gli appezzamenti di terreno e le case.
Al mio arrivo sono stata accolta da un calore al quale noi non siamo abituati. Vasile, il giornalista che scrive nel quotidiano locale, mi è venuto a prelevare all'aeroporto di Bucarest, non mi ha mai abbandonata neanche per un istante. Quando sono arrivata al municipio di Comasca, ci aspettava il marito di Flo, insieme ad un'altra giornalista. Mi stava aspettando con ansia Viorel, per firmare la delega e la "procura speciale" all'avvocato Raffaele Pacifico che collabora con Adl Cobas.
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Vasile aveva predisposto tutto. Abbiamo incontrato anche il sindaco, diciamo che la piccola comunità di Comasca era al corrente della nostra iniziativa di solidarietà e di sostegno alla famiglia e del nostro arrivo.
Inizialmente abbiamo avuto qualche difficoltà con la lingua, era da molto tempo che non parlavo in inglese. Una lingua che ho imparato facendo la lavoratrice stagionale per tanti anni.
Ci siamo spostati successivamente nella redazione del giornale, dove abbiamo continuato a fare domande a Viorel, il marito di Flo. Così abbiamo appreso che Florentina era una donna forte e coraggiosa e che per il suo lavoro stagionale, come cameriera ai piani nella pensione “Scilla” di Rivabella, ancora non era stata pagata.
Viorel è un uomo molto minuto e dall'aspetto cagionevole, grande compostezza e dignità, sono gli aspetti che mi hanno molto colpito.
C'è stato un momento di grande commozione ad un certo punto, che è sfociata in calorosi abbracci e tanta rabbia perché questa povertà nel cuore dell'Europa dell'austerità è una vergogna.
La gratitudine che sento da parte delle persone che abbiamo incontrato, è immensa, così come la loro dignità. Come ripeto, noi non siamo abituati a sentire tanto calore sincero, la povertà abbruttisce ma rende le persone anche molto trasparenti.
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Forse questa sorta di beatitudine, mi ha aiutato a risolvere i miei problemi di insonnia, non ho mai dormito così profondamente come in questi giorni.
Mentre vi scrivo so già che sarà una giornata dura, ci recheremo a casa di Florentina. Conoscerò il resto della famiglia e l'unico figlio di Flo e Viorel dopo la tragica scomparsa del primogenito avvenuta lo scorso anno.
Oggi più che mai penso che è necessario lavorare e cooperare oltre i confini delle proprie città, dei propri Stati. È lo spazio europeo l'unico spazio dove possiamo agire per invertire la rotta, per reclamare un reddito di cittadinanza universale, il rispetto dei diritti umani, la memoria di chi è morto di istituzioni totali, cittadinanze negate, confini invisibili ma violentissimi.
Vi abbraccio a tutti e a tutte.
Florentina non è più un'ombra.
Florentina era una di noi.

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