Verso lo sciopero generale del 9 marzo

Napoli: Operai in cattedra

Alla Federico II invasione dei corsi di studenti, precari della conoscenza ed operai della fiom

5 / 3 / 2012

Oggi, in molti dei corsi di laurea, inizia il secondo semestre. Noi proprio stamattina abbiamo deciso di invaderli e bloccarli insieme agli operai della Fiom, per costringere i professori ad interrompere il regolare svolgimento di lezioni sempre più distanti e sempre più indifferenti alle dinamiche complesse della contemporaneità. Sono i giorni in cui si dibatte di riforma del mercato del lavoro, ed in cui parallelamente la democrazia della rappresentanza e il governo tecnico mostrano tutto il loro volto predatorio, colluso e criminale in Val Susa: abbiamo ritenuto fosse il caso di andare direttamente in quelle aule in cui si divulga sapere inerte per portare una testimonianza viva della svolta autoritaria dei rapporti capitale-lavoro, della sottrazione di diritti e garanzie elementari e della necessaria intersezione tra le narrazioni di precarietà delle giovani generazioni e quelle del lavoro manifatturiero, e non solo. Abbiamo deciso di stare insieme ai cassintegrati Fiom di Pomigliano per spiegare a centinaia di studenti la necessità impellente di una reazione collettiva alle prossime azioni legislative del Ministro Fornero. Produrre indignazione dinanzi al racconto degli sconcertanti episodi avvenuti nelle fabbriche Fiat (raccolti dal delegati in un lavoro capillare di inchiesta che ci racconta di vere e proprie intimidazioni e pressioni fisiche e psicologiche a cui gli operai sono sottoposti nelle fabbriche), è stato un passo decisivo per il lancio dello sciopero di venerdì 9.

All’ inadeguatezza dell’Università nel prendere parola e nell’interpretare le dinamiche economiche e sociali che caratterizzano la rapidissima trasformazione di un mondo in crisi, rispondiamo con una invasione di realtà, di storie di precarietà che diventano archetipiche della dismissione di diritti e di ogni tipo di tutela.

Consapevoli dell’importanza dei territori e di una trama in cui si intreccino questi ed i saperi accademici, non possiamo non riconoscere l’estrema incisività che qui in Campania hanno alcune vertenze Fiom, diventate in alcuni casi vere e proprie narrazioni di drammi sociali e personali. L’Università di Napoli , la stessa che che ospita Pietro Ichino in pompa magna, non può colpevolmente ignorare tutto ciò.

Non può ignorare quel mondo del lavoro sotto attacco da anni da parte della classe politica ed imprenditoriale di questo paese.

Il “modello Marchionne”, imposto ai dipendenti FIAT col ricatto, e fatto di straordinari obbligatori, riduzione delle pause, condizioni di lavoro alienanti ed inumane, è una chiara violazione dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
La FIOM ha duramente pagato le conseguenze per essersi ribellata a questa vessazione.

Con la Fiom quindi saremo in piazza a Roma il 9 , ma portando una specificità che eccede quella composizione operaia e che ad essa si relaziona attraverso sinergici intrecci territoriali e nazionali, costruendo un tessuto di lotta comune, che ci veda tutte e tutti pronti a difendere le garanzie del mondo del lavoro di fabbrica ma pure a rivendicare con altrettanta forza reddito e nuovi diritti per le nuove povertà precarie intermittenti e sotto-occupate che abitano le nostre città.

Laboratorio Palayana - Napoli
D.A.D.A.
(Dipartimento Autogestito Dell'Alternativa)

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