Milano - "Che paghino i baroni!" occupato il Cda

24 / 2 / 2010

Ieri pomeriggio 50 studenti delle università e delle accademie di Milano hanno interrotto il cda della statale per denunciare la mala gestione delle università milanesi che si regge su un ormai insostenibile livello di tassazione a carico degli studenti e su continui tagli ai fondi per la ricerca e per il diritto allo studio da parte del governo.

Gli studenti hanno rivendicato con forza che le tasse per il prossimo anno siano ridotte del 90% per rientrare sotto il tetto del 20% del FFO stabilito dal DpR 306/1997. Hanno inoltre chiesto che vengano raddoppiati gli stanziamenti per il diritto allo studio e per la ricerca rispetto al 2009. Infine sono stati consegnati ai componenti del CdA dei bollettini postali precompilati per chiedere che i professori ordinari tra il 7° e il 15° scatto di anzianità (i quali guadagnano "solo" tra i €170.000 e €200.000 l'anno) devolvano il 10% dei loro stipendi per sostenere l'università che per anni li ha foraggiati.

Se per salvaguardare un'università di qualità saranno necessari dei sacrifici, anche i docenti dovranno parteciparvi. Da oggi parte la campagna “Rilanciamo l'università pubblica in 5 mosse", che sarà visibile sui siti di tutti i collettivi universitari milanesi, per mettere pressione sulle autorità d'ateneo e garantire che, nel momento in cui si dovessero riorganizzare le poche risorse rimaste agli atenei, vengano mantenuti i diritti sindacali dei lavoratori, e sostenuti il diritto allo studio e una formazione di qualità.

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