Ci crediate o no, la mia minigonna non ha niente a che fare con voi!

di Marinella, Anomalia Parma

30 / 12 / 2012

Che cosa accadrà se ciò si propaga .I maschi, deboli,  ma con il prepotente bisogno di vincere,si servono di noi come vittime per conservare il proprio sentimento di sé. Perfino i greci  in quell’occasione capirono  che Achille aveva passato il segno. E passarono il segno per punirlo. […] Straziare la donna per ferire il maschio.

Christa Wolf

In questi giorni al centro del tamtam mediatico c’è Don Piero Corsi di San Terenzo ed il suo volantino, che è un estratto dell’articolo uscito sul sito pontifex.roma.it dal titolo: “LE DONNE E IL FEMMINICIDIO, FACCIANO SANA AUTOCRITICA. QUANTE VOLTE PROVOCANO?”. La reazione immediata allo scorrere di questa fiumara di beceri contenuti, è stata un senso di sconcerto e di schifo.

Si parte, facendo eco alle parole del Papa di qualche tempo fa, con l’accusare le donne di essere delle stragiste per via dell’aborto, anche se, va detto, per una volta, anche gli uomini vengono tirati in ballo e vengono definiti “in combutta” con le proprie mogli. Si citano le interruzioni di gravidanza perché in numero superiori ai femminicidi, quindi la vera strage sarebbe quella degli aborti e non le donne uccise, i non nati non si possano uccidere, ma le donne sì: il nesso logico è forse immediato ma a me sfugge, come quando il Papa ha detto che gli aborti minano la pace.

L’articolo prosegue con “Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti e che il cervello sia partito?”. Volpe sostiene che le donne con la loro pretesa autosufficienza istighino gli uomini, anche se davvero non riesco a capire come l’emancipazione femminile possa essere una provocazione. Vorrei fare presente a Bruno Volpe che gli uomini non sono impazziti all’improvviso, semplicemente queste cose sono sempre accadute ma oggi se ne parla di più, anche se non abbastanza. Per secoli le donne sono state unicamente dedite alla pulizia della casa e alla cura della famiglia, però questo non le esimeva comunque dall’essere picchiate o uccise: il femminicidio e la violenza sono sempre esistiti, solo che le donne non avevano diritti, non avevano i mezzi per ribellarsi.

Nell’articolo si va avanti dicendo che le donne, trascurando i figli e il focolare domestico, hanno le stesse colpe del marito che le uccide o le picchia. Se una donna ha una carriera o impegni d’altro genere e non ha il tempo, la voglia o la forza per essere la brava donnina dell'altro secolo tutta cucina e ramazza, non capisco per quale sfumatura del buon senso si giustifichi la reazione del suo compagno ad usarle violenza, invece che rimboccarsi le maniche e aiutare. In fondo non c’è scritto da nessuna parte che sia peculiarità della donna la cura del focolare: una sana collaborazione potrebbe giovare a tutti.

Penso che però l’apice si tocchi quando l’autore dice che gli abiti succinti indossati dalle donne provochino i peggiori istinti, la cui conseguenza è l’abuso sessuale e la violenza. Si arriva addirittura ad accusare i negozi di lingerie, che fomenterebbero questo fenomeno. Penso che se un uomo reagisce con stupri e violenza a questo genere di “provocazioni” siamo nel patologico, nella sessualità non integrata, nell'assoluta mancanza di rispetto e di riconoscimento della persona che ci sta davanti come "altro da sé”. Tra l’altro vorrei far presente che la maggior parte delle violenze e degli abusi sessuali avvengono all’interno delle mura domestiche e questo fa crollare la teoria fantascientifica dell’articolo, non ci sono abiti succinti che tengano.

Questa gente predica l’amore e la difesa del più debole: una donna che viene uccisa, stuprata o picchiata non è forse la parte debole?

Davvero questi sedicenti cattolici riescono solo a dire  che queste sono cose che accadono, che deve essere la donna a prestare più attenzione, che la soluzione sia indossare una gonna più lunga, non camminare sole di notte, farsi accompagnare da qualcuno o una maggiore presenza di forze dell’ordine a pattugliare le strade: tutto ciò non rappresenta una soluzione, questi metodi servono solo a far sentire una donna minacciata e impaurita, non impediscono che le cose accadono.  Perché si deve "per forza" spingere le donne ad essere mute, obbedienti, sottomesse, invisibili e senza volontà fuorché quella del proprio uomo anziché intervenire su un altro fronte, ricordando agli uomini che se la loro donna li lascia o li trascura non merita di esser violentata o ammazzata? Quello che serve davvero è l’educazione al rispetto dell’altro da sè, della sua volontà e del suo essere, senza l’uso della violenza.

Nei secoli, per la Chiesa, le donne non sono mai state soggetti attivi e indipendenti (fatta eccezione per qualche caso isolato, come forse quello rappresentato da Giovanna d’Arco, e sappiamo tutti che fine ha fatto) , sono sempre esistite come figlie o sorelle, come madri o mogli, le cui doti da decantare si limitavano a bontà, perdono e cura.

Fino a poco più di 50 anni fa la donna passava direttamente dalla famiglia paterna all’essere moglie, ruoli che la chiesa ha codificato e controllato. Il progressivo sgretolarsi della famiglia patriarcale e l’emancipazione femminile, sia da un punto di vista lavorativo che sessuale, hanno rotto i classici meccanismi di disciplinamento, in voga per millenni, ponendo la Chiesa di fronte all’impossibilità di controllare le donne e il loro corpo. Non più sottostanti al giogo di un contesto maschilista e patriarcale che le relegava al ruolo di cura, le donne hanno affermato, e continuano a farlo,  la propria soggettività e indipendenza, costruendosi nuovi ruoli nella società.

A questo cambiamento la struttura ecclesiastica non risponde con una presa di coscienza, ammodernandosi per stare al passo coi tempi, preferisce, piuttosto, continuare a inveire contro chi non riesce più a controllare, muovendo accuse, come nel caso dell’articolo in questione, assolutamente ridicole e infondate. Messaggi come quelli del signor Volpe non solo sono offensivi per le donne, ma fanno sentire autorizzati i violenti nelle loro azioni e fomentano la misoginia, fenomeno mai sopito.

Eva fu creata da una costola di Adamo perché lui avesse una compagna, non una schiava: forse questo se lo sono dimenticati!

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