Bolzano Padana. Tra la svolta leghista e l'ideologia del decoro

23 / 10 / 2018

Alla fine, quasi prevedibilmente, è arrivato anche in Alto Adige il vento di destra che già spira da anni a livello nazionale. 

Ad urne chiuse, nella primissima mattinata di lunedì, arrivano i primi risultati delle attese elezioni provinciali: il partito del popolo (SVP) tutto sommato regge sfiorando il 42%, in calo del 3% rispetto alle elezioni di cinque anni fa; la Lega, trainata dalla presenza spasmodica di Salvini in provincia, raggiunge l’11% in provincia, a Bolzano arriva quasi al 28%, di fatto annullando Forza Italia (che si schianta poco sopra l’1%) e Fratelli d’Italia. La destra tedesca perde quasi la metà dei voti in particolare nei piccoli centri a maggioranza tedesca. 

La vera sorpresa di questa tornata elettorale è legata all’exploit di una formazione nuova di zecca, il Team Köllensperger, guidata dall’ex grillino Paul Köllensperger che è riuscito ad unire istanze di sinistra, civismo, populismo soft e un neo grillismo ereditato dall’attuale sindaco di Parma. Tutto questo candidando personaggi del mondo tedesco pescati dalla società civile. E rubando voti in maniera assolutamente trasversale, dall’SVP al PD, al M5S (fermo al 2,4%), all’estrema destra tedesca ai Verdi. Questi ultimi altra sorpresa avendo raggiunto quasi il 7% mantenendo così 3 consiglieri provinciali. Sullo sfondo la lista Sinistra Unita, che raccoglie anime di Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana e qualche indipendente, di fatto spazzata via da un ridicolo 0,7%. E poi il PD che, nonostante le divisioni e le guerre fratricide interne, raggiunge il 3,8% a livello provinciale e il 12% a livello cittadino. 

I numeri del nuovo consiglio provinciale (15 seggi SVP, 6 Team Köllensperger, 4 Lega, 3 Verdi, 4 seggi alla destra tedesca, 1 PD, 1 M5S, 1 destra italiana) lasciano aperti due possibili scenari: un governo provinciale SVP e Lega (già sperimentato in un comune altoatesino) o una giunta molto più aperta SVP, Team Köllensperger, Verdi e PD che sposterebbe l’asse verso sinistra. La decisione sarà direttamente collegata ai risultati delle elezioni del vicino Trentino dove pare comunque che la Lega possa sfondare il 40%.

Considerazioni a margine. Anche nella provincia più ricca d’Italia, nonostante la maggioranza tedesca, entra la paura nei confronti dei migranti, spinta anche dai molti proclami razzisti e xenofobi della vicina Austria che hanno portato molti elettori di madrelingua tedesca a votare un partito nazionalista e sovranista come la Lega. Un paradosso che cozza contro la larghissima autonomia della provincia di Bolzano e all’idea, tuttora in voga, della macro regione Euregio, idea nata sul solco di un europeismo solidale e transnazionale. La Lega, a breve, presenterà il conto.

L’ideologia del decoro e della legalità, tanto cara al PD e al sindaco sceriffo Caramaschi, autore di vergognose ordinanze comunali contro i bivacchi, ha drenato voti verso la Lega. In soldoni molti elettori del PD si sono “radicalizzati” in un partito come la Lega, lideristico ed identitario; la rincorsa alla destra sul piano della sicurezza e della legalità sta schiantando il PD da anni ma pare che suddetto partito continui ad avvitarsi in giochi di masochismo sfrenato. 

Il grillismo in salsa tedesca, ben rappresentato dal nuovo movimento Team Köllensperger, rappresenta la saldatura del governo nazionale giallo-verde: tutti i voti sarebbero altrimenti transitati verso il Movimento 5 Stelle, sempre poco credibile in provincia.

Una delle pochissime note positive è la marginalità di Casapound che, nonostante una campagna elettorale violenta e razzista, si ferma al 3,5% a livello cittadino e allo 0,9% in provincia. Di fatto una macchietta.

Il fronte di sinistra, praticamente scomparso, ha bisogno di una ricostruzione totale, dalle idee alle persone, e il fiorire, negli ultimi mesi, di un’area di movimento potrebbe essere un segnale di speranza nel lungo periodo.

Saranno, comunque, tempi bui!

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