Bologna - respinto il segretario della Lega Nord

Respinta da movimenti e centri sociali l'ennesima provocazione razzista della Lega Nord

8 / 11 / 2014

Questa mattina a Bologna il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini aveva in previsione una visita al Campo Sinti di Villa Erbosa, dove già la settimana scorsa era sta la consigliera comunale della Lega Nord Lucia Bergonzoni, che era stata legittimamente allontanata da alcuni residenti della struttura. L'ennesima provocazione del rifondato partito razzista e xenofobo che sfrutta la povertà e la crisi per fare campagna elettorale sulla pelle dei più emarginati.

Il campo di Villa Erbosa nacque agli inizi degli anni 90, in via emergenziale dopo un episodio gravissimo per tutta la città: la strage della Uno Bianca nel campo di via Gobetti dove il 23 dicembre del 1990, furono assassinati Rodolfo Bellinati di 27 anni e Patrizia Della Santina di 34 anni e ci furono anche diversi feriti tra i Sinti. Conoscendo la storia di questo campo, ancor più provocatori appaiono i piani della Lega Nord. 

Ancora una volta queste provocazioni sono state impedite dai movimenti e dai centri sociali della città che stamattina si erano dati appuntamento fuori dal campo proprio per impedire l'ingresso dei leghisti nella struttura.

Prima con un presidio colorato e rumoroso sono stati respinti i pochi leghisti che stavano facendo una raccolta firme per chiedere la chiusura della struttura e poi respingendo direttamente il segretario della Lega Nord che si apprestava ad arrivare al campo: notato da alcuni manifestanti è stato raggiunto e costretto con slogan e cori a risalire in auto e andarsene. Alcune persone hanno tentato di sbarrargli la strada e a quel punto l'auto ha accelerato vistosamente, investendo quattro manifestanti, che fortunatamente non hanno riportato ferite gravi.

Dopo la cacciata delle Sentinelle in piedi il 5 ottobre da Piazza Galvani, la manifestazione che ha respinto Forza Nuova il 18 ottobre, ancora una volta la città ha risposto in maniera determinata contro i razzisti che vengo da fuori città, mettendoli in fuga.

Un segnale chiaro e importante che a Bologna le manifestazioni della destra fascista, sessista, omofoba e xenofoba non sono tollerate.

Il video della fuga di Salvini su YouMedia

Comunicato della giornata:

Qualche giorno fa la consigliera bolognese Lucia Borgonzoni si è recata per una “visita” elettorale al campo Sinti in via Erbosa (Bolognina) richiedendone la chiusura, si è introdotta al suo interno telecamera alla mano, e si è persino permessa di palesare senza mezzi termini il suo disprezzo razzista nei confronti degli abitanti. A quel punto una ragazza, supportata da tutti i presenti, ha giustamente cacciato questo squallido personaggio intimandole di andarsene. Questa mattina a Salvini e alla Lega Nord, come a Milano e altrove spalleggiati dai fascisti del terzo millennio di Casa Pound, sarebbe dunque piaciuto entrare nuovamente nel campo nomadi per dimostrare che loro possono andare dove vogliono e fare quello che pare loro. Ma così non è stato.

A presidiare lo spazio insieme ai suoi abitanti c’era anche la Bologna antirazzista, quella Bologna che non si limita a rilasciare dichiarazioni ma pratica l’antifascismo in prima persona, senza delegar nulla a istituzioni sempre più solite a autorizzare manifestazioni di matrice xenofoba e omofoba. Il presidio era numeroso e determinato. C’era un imponente dispiegamento di forze dell’ordine non solo per permettere ai leghisti di entrare e provocare ma anche per impedire l’accesso ai solidali. Ciascun esponente dello schieramento politico che aspira a essere il Front National versione italiana è stato contestato e insultato al suo passaggio.

Un nervoso Matteo Salvini a caccia di voti ha invece cercato di intrufolarsi di nascosto in casa altrui, dove ben sapeva che la sua presenza era sgradita. Il gran comunicatore dell’odio xenofobo era lì per tenere uno dei suoi soliti comizi, una provocazione inaccettabile, per di più in un luogo abitato anche da famigliari delle vittime della Uno Bianca oltre che da persone appartenenti a un’etnia trucidata nei campi di concentramento nazisti. Accortosi di non potere entrare così facilmente come sperava, ha improvvisato il suo comizio in un parcheggio circondato dai giornalisti. A quel punto sono giunti di corsa alcuni compagni per contestarlo e hanno bloccato il passaggio alla sua macchina posizionandosi davanti a essa. La vile combriccola in fuga non ha esitato nell’accelerare a tutto gas investendo gli antirazzisti, un tentato omicidio in piena regola. Solo la prontezza e il coraggio dei compagni ha permesso loro di non finire sotto le ruote dei criminali verde-bruni. A quel punto la giusta rabbia è esplosa…e anche i finestrini dell’auto! Un’auto blu per un tronfio razzista a spasso, pagata con i soldi di tutti i contribuenti, che probabilmente solo di manutenzione costa meno del welfare destinato agli abitanti del campo di via Erbosa. La giornata di oggi ci insegna che è sempre più necessario prendere parte contro chi oggi semina odio tra la moltitudine di soggetti impoveriti nella crisi. Tutto il disagio che viviamo per l’insopportabile condizioni di questa crisi permanente in cui ci ritroviamo – e guardiamo alla storia e intorno a noi: un momento pericolosamente fecondo per lo sviluppo del germe fascista e xenofobo – lo riversiamo contro i veri responsabili di tutto ciò, Salvini compreso.

Come abbiamo già dimostrato lo scorso 18 ottobre, torniamo a ribadire oggi: a Bologna razzisti e fascisti non sono i benvenuti.

Bologna antirazzista e antifascista

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