Bergamo non dimentica

29 / 5 / 2020

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Kascina Autogestita, Pacì Paciana e Barrio Campagnola di Bergamo in seguito all'incontro in Procura del governatore della Lombardia Attilio Fontana rispetto alla gestione dell'emergenza sanitaria.

La procura di Bergamo stamane ha convocato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana come persona informata sui fatti. Non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione per dirgli quello che pensiamo di lui: è responsabile della strage del Covid-19 in Lombardia.

Dopo quattro ore di tarallucci e vino con il procuratore, il presidente ha trovato una cinquantina di cittadine e cittadini in attesa delle risposte che si rifiuta vigliaccamente di dare. Anzi, forte del sostegno di Confindustria e degli accordi con Italia Viva, continua a sostenere la bontà delle sue politiche assassine.

La città di Bergamo non dimentica. Stamattina abbiamo svelato l’ipocrisia della gestione sanitaria e politica della pandemia di Coronavirus.  Dopo lo scarso preavviso dovuto alla segretezza con cui ormai Fontana è costretto a muoversi, si è costruita una piazza ricca di contenuti. Quattro ore di presidio per riuscire a farsi sentire davanti al solito schieramento delle forze dell’ordine.

La città di Bergamo pretende di riconoscere che: 

- Fontana e Gallera sono responsabili della strage di morti del Covid-19 in Lombardia

- Siano garantiti tamponi gratuiti per tutti e tutte,  non si privatizza la salute delle persone!

- Regione Lombardia è in ritardo di 3 mesi sul versamento delle nostre Casse Integrazioni.

- Confindustria é responsabile delle pressioni per non istituire la zona rossa in Val Seriana e per il continuo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori.

- È necessario un sostegno al reddito corposo, ampio e trasversale, piuttosto che un inefficiente Reddito d’emergenza che senza dubbio lascia scoperte migliaia di persone già oggi in situazioni precarie.

Non ci illudiamo che la Procura faccia luce su ciò che veramente è accaduto e sulla rete di connivenza e omertà che ha messo al centro, fin dall’inizio della pandemia, i profitti privati al posto della salute di tutte e tutti.

Sabato 13 giugno torniamo in piazza davanti agli uffici di regione Lombardia a Bergamo; costruiamo un percorso di mobilitazione condiviso, per continuare a inchiodare alle loro responsabilità Gallera, Fontana, Scaglia e Bonomi e perché è necessario riappropriarsi degli spazi politici di partecipazione e dissenso.

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