Ancona - #12d Il porto si ferma: lo sciopero generale dello spezzone precario

Navi ferme in porto, una lunga coda di tir intasa fino a paralizzare il traffico cittadino e la statale adriatica all'altezza di Falconara e degli svincoli per la superstrada 76

12 / 12 / 2014

Blocco totale del porto per l'intera mattinata, navi ferme all'imbarco, traffico paralizzato in città e fino alla statale adriatica all'altezza di Falconara Marittima.

Un'azione collettiva senza precedenti nel capoluogo dorico ha caratterizzato la giornata di sciopero generale del 12 dicembre. Questo era l'obiettivo dello spezzone precario che si era dato appuntamento questa mattina al concentramento di Corso Carlo Alberto: un blocco della circolazione reale, concreto, efficace, che praticasse lo sciopero oltre alla pura e semplice dimensione dell'astensione dal lavoro, producendo un danno alla produzione, ai padroni e ai loro profitti.

 

"Contro il JobsAct. Reddito sociale e salario minimo per tutti" in centinaia hanno animato la manifestazione promossa autonomamente dai Centri Sociali delle Marche e dalle realtà di movimento.

Lo spezzone precario, separato dalla sfilata dei confederali, ha seguito il percorso del corteo sindacale in direzione del centro di Ancona fino all'altezza del quartiere Archi, zona Mandracchio. 

A questo punto i manifestanti sono riusciti ad aggirare l'ingente schieramento di mezzi e uomini delle forze dell'ordine e deviando dal percorso autorizzato hanno raggiunto l'imbocco del viale di accesso ai terminal portuali.

Le navi Minoan Lines e Superfast sono rimaste bloccate all'interno dell'area portuale impossibilitate a terminare le procedure di sbarco e imbarco.

Oltre 3 ore di stop al varco che conduce autoarticolati e automobili alla zona portuale, con la conseguenza che i mezzi in arrivo hanno iniziato ad incolonnarsi nell'area in prossimità dello scalo fino a provocare il corto circuito del traffico veicolare.

Con le manifestazioni ancora in corso, la coda dei tir ha determinato la paralisi della viabilità cittadina, la colonna di camion fermi ha finito per raggiungere la statale adriatica fino all'altezza di Falconara, producendo pesanti disagi fino agli svincoli alla superstrada per Roma.

In centinaia hanno preso parte a questa importante giornata di mobilitazione. Operai e studenti, precari e migranti, lavoratori della logistica, operatori sociali e lavoratori delle cooperative insieme per dare senso e corpo al senso politico dello "spezzone precario": ricomporre ciò che si tenta sistematicamente di dividere, ricostruire relazioni sociali per organizzare l'opposizione e la costruzione di alternativa alla governance della crisi, in Italia come in Europa.

In corteo anche i lavoratori del settore della logistica che hanno aderito allo sciopero indetto da AdlCobas e SiCobas: la prima manifestazione per la neocostituita AdlCobas regionale che ha visto scendere in piazza molti lavoratori migranti, in prima fila contro l'intolleranza xenofoba e la propaganda razzista che ancora una volta, violentemente, tenta di scaricare le responsabilità del disagio economico e sociale sui più deboli.

Un'iniziativa di blocco del porto oggi, anche per denunciare le espulsioni collettive e i respingimenti verso la Grecia dei potenziali richiedenti asilo e profughi, in violazione delle norme internazionali; riammissioni che continuano nonostante la condanna della Corte Europea per i diritti dell’uomo contro l'Italia.

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