A Trento stralciata l'acqua dalla delibera in consiglio comunale. Si riapre la battaglia per l'azienda speciale.

Stralciata l’acqua dalla delibera della New Co. trentina.

18 / 6 / 2013

Il Consiglio Comunale di Trento durante l’odierna seduta di oggi, martedì 18 giugno, ci ripensa e fa marcia indietro sulla manovra “Spa In House per acqua e rifiuti” duramente contestata dai movimenti Acqua Bene Comune del Trentino.

Una vittoria per chi ha difeso strenuamente l’esito referendario sulla ripubblicizzazione del SII e contestato la riacquisizione dietro pagamento di 37 milioni di euro dell’acquedotto trentino. La dimostrazione delle profonde incoerenze e degli errori macroscopici che la delibera conteneva, messa in discussione dalle opposizioni che premevano invece per un ritorno a forme di privatizzazioni.

Fondamentale la fermezza delle posizioni dei comitati cittadini e dei consiglieri comunali che li hanno appoggiati, che hanno continuato a proporre la costituzione di un ente di diritto pubblico, ovvero l’azienda speciale, e la costituzione di un audit cittadino per traghettare la ripubblicizzazione; come l’approfondito intervento in Commissione Vigilanza – condotto dal professor Ugo Mattei – durante il quale si sono dimostrate le ragioni referendarie e l’incoerenza di un esborso di soldi pubblici per comprare un acquedotto cittadino.

Ci si rivede in autunno per la battaglia finale, dove tutte e tutti saremo impegnati nella costruzione di quelle forme di democrazia partecipata che vedono nella ripubblicizzazione dell’acquedotto trentino una concretizzazione dell’orizzonte politico apertosi con il referendum per l’Acqua Bene Comune.

Comitato Acqua Bene Comune Trento

Bookmark and Share