Una vittoria per Standing Rock

26 / 3 / 2020

La nazione Sioux Standing Rock del Nord Dakota ha incassato una grande vittoria mercoledì scorso, dal momento che la Corte di Washington DC ha decretato che i permessi esistenti violano il National Environmental Policy Act (Nepa).

L’oleodotto, dopo la vittoria di Donald Trump alla presidenza Usa, aveva avuto il via libera e nel giugno 2017 era stato completato, portando petrolio dal Nord Dakota all’Illinois. Per questo la nazione Sioux di Standing Rock aveva fatto causa rispetto alle varie mancanze nella valutazione d’impatto del progetto. La Corte aveva decretato che l’analisi ambientale non tenesse sufficientemente in conto le conseguenze per la tribù Sioux rispetto ai rischi dell’oleodotto, ordinando una nuova valutazione. Il giudice però si rifiutò di bloccare ad interim l’attività dell’oleodotto. 

L’oleodotto continuò negli ultimi tre anni e mezzo a trasportare petrolio, mentre il Corpo degli Ingegneri dell’esercito rifece la valutazione d’impatto ambientale senza consultare i tecnici della controparte e dichiarando che nulla andasse cambiato. Per questo la tribù Sioux di Standing Rock, insieme all’ONG Earth Justice, fece di nuovo causa.

Nella sentenza di mercoledì, il giudice ordina infatti una nuova valutazione molto più approfondita, che richiederà probabilmente anni.

La Corte critica infatti il Corpo dei Genieri dell’Esercito Statunitense per non aver risposto alle critiche degli esperti della tribù Sioux di Standing Rock rispetto all’analisi che avevano completato precedentemente, critiche che riguardano la possibilità di sversamenti, la difficoltà nel rintracciare perdite lente o la capacità di affrontare perdite di petrolio nel periodo invernale.

Un dato rilevante è che la decisione della Corte si basa fortemente sulle analisi tecniche condotte dai consulenti tecnici ingaggiati dalla tribù di Standing Rock e dall’ONG Earth Justice, riconoscendo che le conseguenze legate ad un possibile sversamento sarebbero molto più gravi di quanto non si sia mai riconosciuto in precedenza. Questo verdetto riconosce quindi il duro lavoro portato avanti durante gli anni per fornire elementi tecnici alle loro richieste.

“Dopo anni di impegno a difendere la nostra terra e la nostra acqua, accogliamo questa notizia come una significativa vittoria legale”, dice il presidente della tribù Sioux di Standing Rock, Mike Faith. “è impressionante vedere come azioni che abbiamo portato avanti quattro anni fa per difendere la nostra terra ancestrale continuano ad influenzare le discussioni nazionali riguardo come le nostre scelte influiscono sul nostro pianeta. Forse, sulla scia di questa sentenza, anche il governo federale inizierà ad ascoltarci realmente quando affermiamo le nostre preoccupazioni”. 

Senza dubbio, l’occupazione avvenuta nel 2016, in cui migliaia di persone sono rimaste per settimane nei terreni dove avrebbe dovuto passare l’oleodotto, ha portato attenzione globale sul tema, aiutando a far crescere un movimento globale di resistenza indigena a progetti di infrastrutture legate ai combustibili fossili.

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