Bruxelles - Centomila persone in piazza contro l'austerità e cariche della polizia

La manifestazione anticipa la tre giorni di mobilitazione internazionale del 15, 16 e 17 ottobre

7 / 10 / 2015

I tre più grandi sindacati hanno convocato uno sciopero generale con una grande manifestazione a Bruxelles, facendo confluire i lavoratori dei porti, gli insegnanti, i dipendenti della compagnia dei trasporti e dei servizi pubblici.

Centomila persone hanno invaso le strade della capitale belga per contrastare il dumping sociale e le politiche di austerità, parallele alla contrazione dei salari e alla progressiva negazione dei diritti sul lavoro. La città è stata completamente paralizzata dall’adesione allo sciopero – parliamo di scuole rimaste chiuse e ospedali funzionanti al minimo livello – indicando la condivisione e la percezione sociale del mandato di governo del Primo Ministro Charles Michel: sono già due anni che si susseguono cortei e blocchi dei porti e della rete autostradale in Belgio, guidati sempre dai sindacati dei lavoratori.

Al contrario di quanto discusso dalla CES a Parigi alla fine della scorsa settimana, il cui unico obiettivo è sembrato il problema della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro non per esprimere un rapporto di forza conflittuale, ma per essere riconosciuti come interlocutori pluralistici nella governance del lavoro, il mondo sindacale belga si sottrae a qualsivoglia concertazione, o almeno i suoi settori più forti: i lavoratori del porto. Questa composizione del lavoro vivo è da anni protagonista, assieme agli agricoltori, di azioni radicali e di pratiche di rottura in piazza. E lo hanno dimostrato anche oggi, rispondendo agli idranti della polizia con pietre, materiale infuocato e barricate nella zona di Antwerp.

Questo sciopero è il primo di una lunga catena di convocazioni per incrociare le braccia questo autunno.

Uno sciopero dell’Eurostar è previsto per venerdì. 

Inoltre questa settimana anticipa con una movimentazione sociale non indifferente la tre giorni di mobilitazione internazionale del 15, 16 e 17 ottobre, quando delegazioni da tutta Europa arriveranno nel cuore delle istituzioni dell’Unione per delegittimarne dal basso le scelte politiche in materia di migrazione e di economia.

Un unico grande messaggio accomuna lo sciopero di oggi, quello di venerdì e la prossima settimana: rifiuto del debito e dell’austerità, per una redistribuzione della ricchezza e il ritorno dei diritti sul lavoro. 

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