Trento - riflessioni e narrazioni sulla giornata del 26 gennaio di Enrico Dorigatti, studente

27 / 1 / 2013

di Enrico Dorigatti, studente alle I.T.I. Trento, coordinamento studentesco TN

Il 26 gennaio 2013, gli studenti medi di Trento del Coordinamento Studenti Trento sono scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso contro lo stato della scuola pubblica, che sta lentamente ma inesorabilmente cadendo a pezzi, sia come servizio d'istruzione come pure concretamente, con strutture non adeguate e completamente fuori norma. Ma facciamo un salto indietro e procediamo con ordine...

Alcuni studenti del liceo artistico Vittoria di Trento, stufi dello stato di cose presente, hanno deciso di mobilitarsi per dare una voce a questo dissenso. Una delle gocce che ha fatto traboccare il vaso, e' un fatto accaduto proprio in questo liceo a fine novembre 2012; un principio d' incendio, presumibilmente di origine dolosa, e' partito da una bagno della scuola. Nessun allarme ha interrotto la routine delle lezioni e sono state le bidelle che, chiaramente con maggior lentezza rispetto alla velocità con cui si sarebbe diffuso l'allarme se l' impianto fosse funzionato, sono passate classe per classe ad avvisare dell'accaduto e a far evacuare gli studenti. Sui quotidiani del giorno seguente si poteva leggere che "le bidelle hanno superato in tempistica l'impianto di allarme incendio". L'edificio era (ed e') così fatiscente e le norme di sicurezza così violate che, i pompieri, entrati per un ispezione dopo il rogo, hanno espresso stupore per le condizioni in cui versava l'edificio e hanno deciso di richiedere la chiusura temporanea dell'istituto... ovviamente sono rimasto inascoltati.

Successivamente il coordinamento studentesco, venuto a conoscenza della voglia di questi studenti di mobilitarsi, ha deciso di sostenere e solidarizzare con chi si vede tolti i diritti allo studio a causa di un'amministrazione pubblica che oramai da troppi anni non si preoccupa della situazione edil-strutturale dell'istituto Vittoria: da quel momento sono venute a galla tutte le problematiche che da tempo affliggono gli istituti superiori e i licei del territorio. All' Istituto Tecnico Tecnologico (ex ITI) M. Buonarroti, gli studenti hanno lamentato mancanza di materiale e in alcuni laboratori, le sostanze usate per le esperienze dai ragazzi sono risultate scadute da dieci anni. Nulla che potesse nuocere alla salute degli utilizzatori, ma questo fatto fa riflettere, soprattutto in una scuola così rinomata dentro ma anche fuori il territorio trentino per i suoi laboratori all'avanguardia e con strumenti e dispositivi che non hanno nulla da invidiare all'attrezzatura utilizzata nei laboratori di ricerca. Anche gli studenti del liceo musicale coreutico si sono fatti sentire, lamentando la mancanza di una sede adeguata...

Torniamo poi al liceo artistico Vittoria (e che, ricordiamo, e' sotto la stessa dirigenza del liceo Bonporti e del liceo artistico di Rovereto Depero, con un dirigente che a detta degli studenti è poco presente all' interno della realtà scolastica che dovrebbe gestire). Questo istituto ha delle gravi deficienze strutturali; alcuni ragazzi hanno stilato una lista dei disagi presenti nell'edificio, e ne e' venuto fuori di tutto: porte, banchi, sedie e in generale aule disastrate, con maniglie rotte sostituite da chiavi a brugola infilate nella serratura; laboratori con macchinari (nel caso del laboratorio di lavorazione metalli) troppo potenti che invece di far asciugare lo smalto sui manufatti dei ragazzi lo aspirano; altri laboratori sono inagibili e gli studenti sono costretti a lavorare solo sulla teoria e a non avere accesso alle attività di laboratorio, che soprattutto in certi indirizzi sono fondamentali per un apprendimento a 360° delle nozioni necessarie a esercitare la professione per cui si ha studiato, in un futuro già troppo grigio. Poi come già detto ci sono gli impianti assolutamente fuori norma e a cui aggiungiamo: manichette mancanti per domare, qualora si dovessero verificare, incendi; tapparelle rotte, corridoi già strettissimi a cui si vanno a sommare gli armadietti per gli studenti appoggiati alla parete e le porte delle aule che si aprono sull'esterno (vi immaginate un esodo per un incendio in questa situazione?). E poi ancora porte tagliafuoco con maniglioni antipanico bloccate e per ultimo, ma non meno grave, laboratori di lavorazione metalli (in cui quindi sono possibili le scintille) con pavimenti assolutamente non ignifughi, fatti anzi con materiali infiammabili.

I ragazzi si sono posti delle questioni, come, per esempio: perché la Provincia non da una sede al liceo Vittoria invece di continuare ad affittare la sede attuale che da ben 27 anni costa 1mln€/anno? Perché questi disservizi non sono venuti fuori prima? Perché la provincia cerca in tutti modi (e riesce) di costruire nuove sedi per i licei invece di mettere a norma quelle già esistenti? (Vedi liceo Città di Trento, partito all'inizio dell'a.s. 2012/13 in condizioni pessime (aule non ancora attrezzate e pitturate, luce che saltava, bagni senza carta igienica e per asciugarsi le mani...). La risposta e' semplice: questo giro di affari fa molto comodo alla speculazione edilizia e alle lobby del mattone trentine; ai presidi conviene fino ad un certo punto fare pressione sulla Provincia per ottenere fondi da utilizzare in opere di risanamento dato che sono eletti da un consiglio interno alla provincia stessa. Per ultimo, e forse più agghiacciante, tutto si e' ridotto a una questione di numeri: alla notizia diffusasi al Vittoria dell'imminente presidio, il dirigente ha chiesto agli alunni organizzatori di organizzare questa manifestazione solo dopo le iscrizioni e al Buonarroti, lo studente che ha denunciato in un intervista ad una testata giornalistica lo stato delle sostanze nei laboratori vecchie di dieci anni, proprio in periodo di iscrizioni, si e' visto richiamare dal dirigente nonostante il palese disservizio nell'istituto.

Anche l'assessore Dalmaso, dopo l'articolo pubblicato dal quotidiano “indipendente” (?) Adige sul presidio, allora ancora in fase organizzativa, ha replicato con una lettera in cui invitava gli studenti a "informarsi meglio sulle altre realtà d'Italia che sono messe peggio della situazione trentina". Gli studenti dovrebbero dunque informarsi, secondo l'assessore sulle altre realtà della scuola pubblica italiana e non protestare per quello che hanno. La risposta pronta degli studenti c'è stata: hanno ribadito che il Trentino non è un'isola felice, dove se la crisi morde meno ed il PIL provinciale è maggiore rispetto ad altre regioni, grazie ad un'autonomia che proprio i difensori storici di essa stanno smantellando candidandosi con Monti, non si e' autorizzati a spendere e spandere (sprecare e regalare) soldi pubblici ai soliti noti. Inoltre gli studenti hanno evidenziato che in Trentino non siamo in una situazione poi tanto lontana dalla media italiana e che rapportarsi al livello più' basso per non mettere mano alla situazione invece che rimboccarsi le maniche e puntare ad una condizione di eccellenza, o almeno degna di nota, e' un comportamento che "sa poco da assessore". Ma d'altronde il pareggio di bilancio è più importante della cultura, dell'istruzione, della vita degna per tutti e tutte, studenti ed insegnanti in questo caso.

Le assemblee, l'interessamento da parte dei media locali all'avvenimento e l'organizzazione del presidio da parte del Coordinamento Studentesco Trento e' andata avanti sino al 26 quando verso le 13.30 gli studenti sono usciti dal CSO Bruno per recarsi in Piazza Duomo. Tutto e' andato per il meglio: gli studenti hanno appeso gli striscioni alla fontana di Nettuno che domina Piazza Dante. La musica dal vivo che ha animato il pomeriggio ha dato spazi anche alla performance delle ragazze del liceo coreutico e agli interventi al microfono da parte degli studenti presenti. Il tutto mentre i ragazzi e le ragazze dell'artistico dipingevano (qualcuno ha anche lavorato del rame), sostanzialmente per mostrare cosa viene loro negato nelle scuole. Verso le 17 circa, il presidio si e' spostato, con un corteo selvaggio che si e' fatto strada con cori, fumogeni, passione amore e determinazione sino al palazzo della Provincia, dove gli studenti si sono fermati per attaccare alle porte della struttura le foto con i problemi del liceo Vittoria fotografati dagli studenti, e per depositare attorno le opere create nel pomeriggio dagli stessi studenti d'arte, assieme ad alcuni striscioni che sono stati stesi sul marciapiede davanti all'entrata. Dopo un altro quarto d'ora di musica intervallato da studenti che hanno fatto altri interventi al microfono, i ragazzi sono ritornati al punto di partenza, al CSO Bruno. Li e' seguito un breve scambio d'opinioni sullo svolgimento della manifestazione.

Siamo sicuri che questa iniziativa abbia centrato il bersaglio, dato che alcuni giorni prima del presidio, dopo un' intervista tv ad una studentessa del Vittoria che aveva denunciato i problemi del suo istituto, una lettera e' stata recapitata al dirigente dell'artistico in cui la Provincia diceva di impegnarsi in tempi brevi nella risoluzione dei problemi che affliggono questo istituto. Noi non possiamo che sperare che non siano, queste, promesse al vento, come troppo spesso accade. Da parte nostra abbiamo dimostrato che non abbiamo paura di scendere in piazza per una causa di vitale importanza per noi e per chi vive nella scuola.

Perché lotteremo per far valere i nostri diritti fino a quando non l' avremo vinta.

BE STUDENT, BE REBEL.

Enrico Dorigatti, studente I.T.I. del coordinamento studenti Trento

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