Rifugiati di Milano: chi è onesto

Comunicato di venerdi 24 e audio durante la cerimonia del 25 aprile

26 / 4 / 2009

Chi è onesto:

Come tutti sanno, ieri 23/04/09, prima hanno provato a portarci via dai Giardini di Porta Venezia con la forza. Ci hanno chiesto chi siamo e da dove veniamo e dopo ci hanno detto di dar loro i nostri documenti di identità e i permessi di soggiorno, così che potessero controllarli in Questura.
Ci hanno fatto le fotografie e poi abbiamo fatto una breve riunione con il Comune di Milano. Dopo una lunga discussione abbiamo accettato di risolvere il problema in 15 giorni attraverso il dialogo.
Questa mattina, 24/04/09, la delegazione del Comune di Milano è arrivata alle ore 9:30 di mattino e ci ha portato la regolarizzazione per il dormitorio (centro di accoglienza): abbiamo detto loro che la regolarizzazione non ci interessava, perchè abbiamo accettato di stare nei dormitori per 15 giorni solo per dialogare e continuare a discutere lontano dalle strade, e abbiamo chiesto alla delegazione se era possibile stare nei dormitori e continuare la nostra protesta. Ci hanno detto di uscire dai dormitori: ci hanno detto che non abbiamo il diritto di continuare a protestare nei dormitori.
Così adesso siamo ancora nelle strade di Milano. Ci sentiamo liberi più che nei dormitori, perchè per noi dormitorio significa una grande prigione.

I Rifugiati di Milano

Ascolta Paulos, portavoce dei rifugiati, da piazza del Duomo durante la manifestazione del 25 aprile.


www.rifugiatimilano.blogspot.com

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Who in honest

As everybody knows yesterday 23/04/09:, first they tried to took us by force from the garden (City Park of Porta Venezia). They asked who we are and were we come from after they told us to give our ID Card and permission of stay, so they could check it up in the Questura. And they took up our photograph, then later we had a little meeting with the Commun of Milan. After a long discussion we agreed to solve the problem in 15 days through dialogue.
Today morning, 24/04/09, the delegation of Commun of Milan arrived at 9:30 AM so they brought the regulation of the dormitare (centro di accoglienza): we told them that the regulation doesn't concern to us, because we went to stay at the dormitare for dialogue for 15 days to continue our discussion from sleeping outside from the street, and we ask the delegation if there is a possibility to stay in the dormitare to continue our demonstration. They fired us from the dormitare: they told us we don't have the right to continue our demonstration in the dormitare.
So now we are in the street of Milan again. We feel free more than in the dormitare, because dormitare means big prison to us.

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Paulos, portavoce dei rifugiati