da Il Nuovo Quotidiano di Rimini

#OccupyRimini - Sgomberati e denunciati alla fine i ragazzi lasciano lo stabile al grido "Noi non ci arrenderemo"

5 / 1 / 2012

Rimini “Noi non ci arrendiamo”. Con questa frase, urlata da una delle attiviste, si è conclusa l’occupazione che ha coinvolto ieri, per otto ore, la sede dell’Amir in via Dario Campana 61, occupata dalle 10 del mattino da più di 40 giovani appartenenti al movimento “#Occupy Rimini”. I ragazzi, dopo mezza giornata all’interno dello stabile, appartenente al Comune ma abbandonato da anni, sono stati invitati a uscire, dalle forze dell’ordine e identificati uno ad uno.

Uno sgombero tranquillo e senza scontri, gestito da polizia di Stato, carabinieri, polizia municipale e dai reparti mobili di Bologna e Senigallia. Il tutto accompagnato dalla denuncia formalizzata da parte dell’amministratore dell’Amir per invasione di terreni ed edifici, ma anche dalla soddisfazione, da parte dei giovani, di aver ottenuto, in parte, quanto richiesto. “Dobbiamo riappropriarci del sociale e degli spazi abbandonati per creare luoghi d’incontro in cui si possa dare risposta ai bisogni della società, promuovendo iniziative volte ad affrontare la crisi”. Questo il movente dell’occupazione, che non a caso ha scelto l’antico edificio di via Dario Campana per manifestarsi. Uno stabile come tanti, appartenente al Comune, ma in disuso da troppo tempo. Spazio che, se adeguatamente valorizzato, potrebbe essere usato a scopi sociali.

Il percorso presentato ieri dagli occupanti, durante la conferenza stampa con i giornalisti, si chiama “Progetto Laboratorio Sociale Cittadino” e prevede una serie di iniziative rivolte soprattutto alle fasce meno agiate della società. Si parla di sportelli per la tutela del lavoro precario, dei migranti, per l’orientamento sanitario, ma anche di proposte dedicate alla famiglia e ai più giovani come il progetto doposcuola o la ludoteca. A questi si aggiungono poi svariati laboratori come quello fotografico, musicale, di erboristeria e corsi dedicati al restauro e al riciclo.

“Il fine ultimo di questa giornata non è l’occupazione, ma il raggiungimento di un confronto con l’amministrazione sulla necessità di un percorso come quello proposto”, spiega Federica, una delle attiviste. E il dialogo sembra ci sia stato. Proprio ieri pomeriggio, infatti, l’assessore per le pari opportunità, Nadia Rossi, ha fatto visita agli occupanti in rappresentanza dell’intera amministrazione e insieme hanno fissato un appuntamento per la prossima settimana al fine di discutere.

Anche Fabio Pazzaglia, del Gruppo Consigliare Sel – Fare Comune, si dimostra entusiasta: “Ho avuto il piacere di dare un’occhiata al progetto e mi sembra valido – commenta –. E’ stato scelto uno strumento come l’occupazione, probabilmente per attirare maggiormente l’attenzione su tematiche poco considerate”. Una scelta illegale, però, seppur basata su questioni di tutto rispetto e che ha causato anche qualche momento di tensione.

“Un’esagerazione”, commentano alcuni occupanti in riferimento alla quantità delle forze dell’ordine. “Abbiamo solo voluto porre all’attenzione di tutti questioni importanti, ma siamo stati trattati come criminali”.

Foto Il presidio

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