Parma, conferenza stampa della Rete diritti in casa davanti ai Servizi sciali di via Marchesi

La rete Diritti in casa: "Servizi sociali inefficaci"

Il movimento lancia un appello sul caso di Clara Badia, la donna ivoriana truffata e sfrattata: "Il Comune la aiuti".

14 / 11 / 2009

Nuovo capitolo per il caso Badia, la famiglia ivoriana prima truffata su un contratto di affitto e poi sfrattata. Netta è ora la posizione di Katia Torri, della rete Diritti in casa, che si sta occupando della vicenda: "Il Comune di Parma - dice l'attivista - non applica e non rispetta i diritti civili". Il caso Badia visto quindi, dalla rete Diriti in casa, come esempio limite di un'intera politica sociale cittadina. Dice la Torri in proposito: "Noi consideriamo questo episodio come indicativo dell'incapacità e della mancanza di volontà di questa amministrazione di seguire i propri casi più significativi, visto che il Comune mette i Servizi sociali nella sostanziale impossibilità ad un'azione efficace".

Clara Badia è stata vittima di una truffa immobiliare che l'ha privata di parecchie migliaia di euro, lei che è disoccupata e che deve occuparsi di due figli piccoli e di un padre invalido. Secondo la Torri "il messaggio insito nei progetti comunali è:non sei cittadino, sei cliente. Puoi pagare? Bene. Le politiche dell'amministrazione - prosegue la Torri - sono cioè rivolte solo a coloro che hanno un certo reddito." La prova provata di un simile indirizzo politico, secondo l'attivista, è quella secondo cui "da dieci anni il Comune non costruisce più case popolari. A fronte di 36 case popolari propriamente dette, costruite peraltro su un progetto del '98, ne sono state vendute 74 secondo il bando del 2006". 

E la crisi economica non aiuta certo chi si trova nelle condizioni della Badia. "Pochi possono dire - sostiene la Torri - di guadagnare oggi quello che dichiaravano sul Cud di un anno fa. E l'azione di propaganda sull'argomento è piuttosto inquietante,se guardiamo anche solo a pochi metri da qui,in Via Olivieri,dove hanno sbandierato dei lavori che sono inziati,e che subito si sono fermati". Il caso Badia, quindi, come paradigma della condizione di tanti nostri concittadini. L'assessorato ai Servizi sociali è chiamato ora, dalla rete Diritti in casa, a dimostrare di sapersi occupare dei concittadini più deboli. La pratica di sfratto della Badia, intanto, prosegue. Diventerà esecutivo il prossimo 18 novembre. Nell'appuntamento del giorno precedente, con i servizi sociali di via Marchesi, risiedevano le ultime possiblità di modificare la situazione.

(13 novembre 2009)

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L'Informazione di Parma del 14/11/2009